Riflettendo su Rosarno

Pubblicato il da Circolo PRC Follonica

Circa 8 mesi fa Rosarno il Comune veniva sciolto: la "diagnosi" era infilitrazioni mafiose, la cura rimuovere il Comune. Nel frattempo unanno fa tentavano di incendiare il capannone dove dormivano i migranti, qualche mese dopo, nello stesso dormitorio un'irruzione con le pistole e spari addosso a chi dorme. Quattro giorni fa un auto in corsa spara sugli immigrati e ne ferisce due ( e si scopre oggi che c'è la 'Ndrangheta dietro). Non riesco a ritenere questo dramma solo come un dramma dell'immigrazione:prima di tutto è un dramma dell'indifferenza. Possibile che i Rosarnesi non sapessero nulla? Vedere questa massa di persone che ogni giorno va a lavorare nei campi della ndrangheta, che vive in un capannone industriale, sfruttata, non muove a empatia? Siamo ormai davvero così incapaci di essere solidali? Siamo riusciti a notare il loro dramma solo quando questo è esploso con la violenza di chi non ce la fa più, di chi è consapevole di vivere in uno stato dove qualcuno, dentro il sistema, gode di tutte le tutele e qualcuno, esterno a questo, vive il neoschiavismo. In secondo luogo è l'ennesima riproposizione di quella guerra tra poveri che oggi va tanto di moda: per la crisi economica, invece di rivolgersi contro madoff, i grandi banchieri, finanzieri e speculatori, ci siamo rivolti contro i migranti: abbiamo scelto, votando forze razziste e diventando razzisti noi stessi, di prendercela con chi è più debole, ricattabile. A Rosarno è successo lo stesso, ma in una modalità ancora più grave: il nemico non era il capitalismo, ma la criminalità organizzata. Appena ho letto la notizia di Rosarno il mio cervello non ha potuto non elaborare uno scenario che pure poteva parere futuribile: gli abitanti di Rosarno, mossi da solidarietà, consapevoli di essere vittime della ndragheta allo stesso modo degli immigrati si uniscono contro il sistema che non funziona: contro la criminalità ,ma sopratutto contro l'assenza dello stato e la sua collusione coi delinquenti. Mi pare logico che le vttime di uno stesso sistema si uniscano tra di loro contro quel sistema. Invece i Rosarnesi hanno preferito attaccare i migranti, chiederne l'allontanamento, picchiarne alcuni, gambizzarne altri e facendo così si sono schierati a favore dei caporali, degli ex assessori rimossi per mafia, che ora si riempiono la bocca di belle parole contro i migranti (proprio loro che sicuramente, in quanto collusi, avranno favorito quel sistema di sfruttamento). E infine è un dramma dell'immigrazione ovviamente: nel mondo c'è u ùn grave errore, legato al fatto che si garantisce nei diritti umani il diritto all'emigrazione, ma non il diritto ad immigrare, ovvero ad essere ricevuti. E ancora una volta ripeto che dobbiamo risalire alle cause dell'immigrazione: a quell'imperialismo mostruoso che fagocita le ricchezze di tutti, che mette alla fame, che crea la povertà (e quindi la guerra). Invece di capire che abbiamo una responsabilità morale enorme in questo dramma umano del nuovo millennio ce ne laviamo le mani, scacciando via quella massa di disperati che NOI abbiamo creato, contro i deboli difendendo i poteri forti. Probabilmente parlare di coscienza di classe sarà un pò obsoleto: ma come non legare tutto questo alla mancanza totale di una coscienza comune che unisce il nostro precario, il giovane senza futuro e che, passando in Africa ad esempio, affama e costringe ai viaggi della disperazione? Entrambi vittima del sistema mondiale. L'antisemitismo nacque così: Barres in Francia aveva bisogno di trovare un capro espiatorio, un nemico comune esterno ai francesi, a fare da collante. Così facciamo noi: troppo paurosi per affrontare chi davvero ci distrugge l'esistenza ce la prendiamo coi pesci piccoli, molto più disperati di noi, mentre i poteri forti si ingrassano nel nostro dramma. Una guerra da fare c'è: il punto è che abbiamo completamente sbagliato bersaglio e facciamo in continuazione vittime col fuoco amico
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