Programma ELETTORALE 2009 - part II
ACQUA E SERVIZI PUBBLICI LOCALI
L’acqua è bene inalienabile. Deve, perciò, essere pubblica. Occorre la ripubblicizzazione del servizio idrico. La gestione e l’erogazione del servizio idrico integrato non possono essere separate e devono essere affidate esclusivamente agli enti locali o ad altri enti di diritto pubblico.
L’ uso razionale e sostenibile dell’acqua passa attraverso:
Protezione delle falde inquinate dall’attività industriale passata attraverso le bonifiche, le messe in sicurezza.
Limitare quegli interventi che minano la capacità di infiltrazione del terreno, aumentando lo scorrimento superficiale, riducendo i tempi di corrivazione e provocando allagamenti ed esondazioni: ci riferiamo alla cementificazione dissennata che impermeabilizza il terreno, ci riferiamo a una pianificazione urbanistica che ha sempre privilegiato il cemento anzichè soluzioni leggere e meno impattanti.
Razionalizzare il consumo risparmio idrico:
Adottare norme edilizie con misure per la raccolta e delle acque piovane ad uso di servizi igienici, misure di risparmio idrico domestico (filtri rompi-getto, impianti idraulici duali);
Aumentare i controlli e gli interventi sulle perdite di rete;
Aumentare i controlli nei mesi estivi per ridurre l’uso delle acque potabili a scopi irrigui ed allo stesso tempo organizzare una distribuzione capillare dell'acqua ai fini irrigui.
Piani di miglioramento agricolo: favorire la diffusione e il ripristino di depositi e invasi di acqua piovana nel territorio attraverso l’utilizzo dei bacini artificiali già parzialmente presenti, lo sviluppo di una rete idrica più efficiente. Favorire lo sviluppo di filiere produttive poco esigenti di acqua.
Trattamento delle acque reflue: favorire la diffusione di sistemi di depurazione alternativi alla clorazione: fitodepurazione, osmosi inversa. Questo in considerazione del fatto che nel comune di Follonica siamo già in regime di deroga della legge sulla qualità delle acque potabili (D.Lgs31/2001): i trialometani, composti derivati dalla clorazione a Follonica sono ammessi in quantitativi nocivi per la salute umana (80 microg/l è quantitativo riconosciuto mutageno e cancerogeno)
BENI COMUNI
Non saranno permesse alienazioni a privati dei (pochi) beni pubblici rimasti al comune, contrastando i progetti di privatizzazione del patrimonio pubblico e della sua gestione, nonché ai processi di dismissione generalizzati.
Colonia, scuola via Buozzi e proprietà pubblica e uso sociale, come l’ex Ilva
Le spiagge libere devono essere conservate ed attrezzate e, ove possibile, è necessario recuperare porzioni di spiaggia in modo arrestare la privatizzazione e la riduzione.
I canoni delle concessioni devono essere rivisti e riferiti non solo alla dimensione linerare della concessione ma alla superficie intera di spiaggia occupata.
Verificare, dopo aver ultimato le barriere soffolte, la possibilità di ridurre alcune concessioni private in favore della spiaggia libera e porre in essere opere di rinascimento dell’arenile.
ENERGIA
Fonti Rinnovabili:
Fotovoltaico: cedere in concessione a privati interessati al fotovoltaico, le grandi superfici di copertura degli immobili pubblici.
Solare termico: Obbligo per i nuovi edifici e le ristrutturazioni di installare impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria pari almeno al 50% del fabbisogno annuale. Adozione del s.t. negli immobili Comunali (scuole, magazzini, Palazzo comunale, etc.)
Risparmio energetico:
Progettazione urbana per il risparmio energetico (coibentazione edifici, adozione impianti a LED, riduzione inquinamento luminoso, etc)
Mitigazione delle temperature estreme cittadine tramite misure verdi (piantumazioni di specie con portamento e disposizione adatti.
Redazione di un vero e proprio Bilancio Energetico Comunale.
Redazione di regolamenti edilizi rigorosi, sulla traccia delle esperienze italiane ed estere (vedi CasaClima)
Stimolo al risparmio energetico con incentivi fiscali per le imprese che decidano di attrezzare gli ambienti di lavoro con fonti rinnovabili e dispositivi per il risparmio energetico; adottare oneri di urbanizzazione inversamente proporzionali al risparmio idrico/energetico; Iter meno complessi nell’incentivazione del risparmio energetico per chi ristruttura: sgravi impianti di nuova generazione (caldaie a condensazione, termo-camini, impianti a bassa temperatura con serpentini sotto-pavimento, integrabili ai pannelli solari-termici); Mettere al bando impianti di riscaldamento non centralizzati e incentivando questa transizione.
CASA
Follonica è una città che non vede crescere la propria popolazione da almeno 30 anni.
Ogni alloggio in più va ad ingrassare il mercato delle seconde case con pesanti ripercussioni sui prezzi e disagi per i giovani che devono andare a vivere nei Comuni limitrofi.
Nonostante 9000 case sfitte, Follonica non ha ancora risolto il problema dell’emergenza abitativa e dell’edilizia popolare.
Noi proponiamo:
Stop al consumo del territorio e alla costruzione di nuovi alloggi, se non quelli di edilizia popolare;
Concreti sistemi di incentivazione per per risanare e convertire le seconde case in prime, per riqualificare l’esistente con criteri consoni al risparmio energetico e la conservazione del paesaggio;
Generare ricchezza valorizzando il patrimonio pubblico (scuola di Via Gorizia, Colonia Marina, Via Buozzi, Palazzo Comunale, patrimonio immobile dell’Ex Ilva) ;
Prevedere contributi d’affitto destinati alle fasce di reddito medio–basse;
Verificare la possibilità di espropriare terreni per pianificare aree PEEP vere e non finte come avvenuto in passato;
Destinare risorse all’acquisto nel mercato di alloggi da destinare ai meno abbienti;
Controlli serrati sugli affitti irregolari, sulle residenze fittizie, i cui proventi saranno dirottati verso la politica sociale, l’emergenza abitativa, il decoro urbano.
Siamo coscienti che queste operazioni abbiano costi enormi, ma per risolvere l’emergenza abitativa il Comune deve impegnare risorse proprie e cercare sinergie con altri enti pubblici e privati.
IPPODROMO
Il nuovo ippodromo è stato uno degli argomenti cruciali della scorsa legislatura. Esso infatti rappresenta un opera enorme (quasi l’intero bilancio comunale) con notevoli attenzioni da parte dei poteri forti della città. In nome di esso, ma non solo, l’attuale PD ha cacciato dalla coalizione la Sinistra che pretendeva che si rimediasse agli errori del passato.
Con il senso di responsabilità e di governo che ci contraddistingue, pensiamo che, qualora fossimo chiamati ad amministrare Follonica, dovremo affrontare con la massima serietà la questione. Siamo contrari al CONDONO delle abitazioni e ad ogni forma perdono delle illegalità sulla vicenda, nonché all’abbuono degli oneri di urbanizzazione, che a Follonica non ha precedenti.
Posto questo, se l’ippodromo fosse ultimato in tempo utile tanto meglio, ma se non dovessero ancora essere rispettati i tempi di consegna, come più volte successo in passato, allora saremmo di fronte ad un ennesimo inadempimento contrattuale della società costruttrice e quindi un forte danno alla città. Per cui, proporremo alla società stessa di modificare la convenzione nella parte relativa alle case (vietando la vendita) e chiederemo la corresponsione degli oneri mai versati. Bisogna ribadire che proprio su questi argomenti la Magistratura ha rilevato un’ipotesi di abuso d’ufficio, poi caduta in prescrizione.
Qualora la società non aderisca, dichiareremo interrotti i rapporti con la stessa per andare a nuova gara e valutare la possibilità di esigere i danni per mancato adempimento contrattuale.
URBANISTICA
PROGETTARE LO SPAZIO ANZICHÉ MOLTIPLICARE LA CUBATURA
Follonica stenta a trovare una nuova identità dopo quella, quasi smarrita, di città operaia nata attorno al complesso industriale ILVA. Ad ogni attività produttiva presente in città (l’Ilva stessa, ma anche la Cartiera, il Pomodorificio, ecc.) si sono sostituiti nuovi alloggi, assecondando così lo spostamento da un’economia produttiva verso la speculazione. Così anche la cultura follonichese è cambiata e si è adattata a una dimensione turistica, che per quanto produca risorse per la città, è obsoleta, in declino continuo da quindici anni, e ha generato problemi in termini stagionalità economica, sociale e sviluppo urbanistico.
Viviamo in un Mondo in cui con trenta euro si può passare la serata sul lungomare e in discoteca, ma si può anche prendere un aereo per Dublino, Londra, Stoccolma. E’ evidente che su questo piano non possiamo reggere il confronto.
Siamo consapevoli che questi problemi non possono essere risolti ancora con lo strumento edilizio o l’infrastruttura faraonica, siamo altresì certi che un cambio di rotta serio sia in grado di innescare una effetti di positivi che, a cascata, portano ad un risanamento sistemico delle problematiche. attuali.
Pensiamo che non si debba concepire concepire Follonica come una monocoltura, piuttosto ad una città dove le potenzialità umane e naturali debbano integrarsi tra loro. La nostra cittadina ha risorse fondamentali come il mare e la natura, ma anche un buon tasso di istruzione dei giovani. Il nostro impegno sta nel mettere in relazione tali risorse, in modo da creare una nuova economia industriale pulita, che sfrutti le risorse umane altamente qualificate del territorio.
Contiamo di realizzare un nuovo Regolamento Urbanistico a crescita pressoché zero. Contiamo invece di recuperare gli stabili dormienti sia in città che alla zona industriale. A tal fine ci vorrà un concreto sistema di incentivi, anche per quel che riguarda i molti capannoni inutilizzati della Zona Industriale.
VIABILITA’/TRAFFICO
FRENARE IL TRAFFICO, MUOVERE LE PERSONE
La mobilità è un’esigenza fondamentale: le persone devono potersi muovere e seguire le proprie attività lavorative e private. Allo stesso modo, la possibilità di scambiare beni e materie prime è uno dei presupposti dell'economia. Tuttavia il deterioramento delle città in cui viviamo, il peggioramento della qualità della vita, l’annichilimento ambientale, il disagio ed il degrado sociale non devono essere il pegno da pagare per le nostre esigenze di mobilità, ed una una politica che da decenni sostiene il traffico privato, a motore, è una politica miope, fallimentare, priva di prospettiva. L’odierno modello di mobilità mostra ormai i suoi limiti :
Insostenibile dal punto di vista energetico e ambientale;
Insostenibile per l’invadenza e la voracità nell’occupare spazi pubblici;
Insostenibile per le strategie fin qui adottate: “più infrastrutture, più strade, più decentramento, più territorio occupato”.
In quei Paesi che consideriamo sviluppati il traffico è fortemente limitato a favore del trasporto pubblico, pedonale e su due ruote. Stiamo attenti al significato delle parole: limitare non significa necessariamente rendere la vita impossibile sia agli automobilisti attraverso piani poco chiari, raffazzonati, frutto di mediazioni aberranti, privi di controllo.
Questo vale per le grandi città come per i piccoli centri. Milioni di persone in Europa si spostano a piedi e in bicicletta, sui mezzi pubblici, in condizioni ambientali (pioggia, freddo, dislivelli) spesso peggiori delle nostre, e, nonostante tutto, la loro qualità della vita e l’efficienza dei servizi è infinitamente migliore. Nessun cittadino si sognerebbe di affermare “Ma non c’è bisogno di misure drastiche” o, ancor peggio “prendendo tali misure il messaggio che daremo all’esterno è di una città in piena emergenza inquinamento”.
La logica di salvare le apparenze è una scelta sbagliata e priva di lungimiranza, e noi non abbiamo intenzione di “far passare le febbre nascondendo il termometro”.
Se ci dichiariamo contrari all’incenerimento dei rifiuti dobbiamo anche ammettere che le auto inquinano, sono dannose, fanno ammalare.
Cambiare le nostre abitudini è difficile, ma doveroso. E un’amministrazione comunale deve saper portare avanti scelte giuste, non sempre popolari, coinvolgendo la cittadinanza verso un progetto organico, virtuoso, lavorando sugli attriti, l’avversione al cambiamento, le resilienze. Bisogna riuscire a descrivere e condividere un disegno di ampio respiro.
Follonica ha il vantaggio di godere di un traffico pendolare ridotto, di essere ottimamente collegata via treno e via gomma, di avere superfici a parcheggio ad oggi sottoutilizzate.
La sua particolare conformazione renderebbe possibile misure ideali per un piano di mobilità sostenibile ed un TURISMO SENZA AUTO O AD AUTO FERMA.
Piano della Mobilità come superamento del Piano del Traffico
L’intenzione è di adottare un Piano Urbano della Mobilità che vada oltre l’attuale Piano (e problema) del Traffico. E vogliamo farlo con i cittadini, perché ciascuno di noi, con la propria domanda di mobilità, è soggetto attivo
SCUOLA E CULTURA
Le scuole di Follonica hanno sofferto grandi disattenzioni e a volte sono state abbandonate a se stesse. In altre situazioni, invece, le strutture sono poche, si pensi, infatti, all’asilo nido che non può assolutamente soddisfare le richieste presenti a Follonica.
Sono anni che si costruiscono scuole, non per mancanza di fondi, ma per volontà politica. Per questo riteniamo che alcune scuole (come quella di Via Buozzi o Via Gorizia) non siano più adeguate alla funzione che dovrebbero avere ed il nostro impegno sarà quello di attivare risorse per la realizzazione di nuovi complessi scolastici che siano presenti nei quartieri. Le vecchie strutture scolastiche di cui sopra, come già detto, saranno destinate ad altre finalità pubbliche.
Inoltre, le nostre proposte sono:
Mettere in sicurezza gli edifici scolastici adattandoli inoltre alle normative sul risparmio energetico, in particolare progettando la messa in opera di impianti fotovoltaici e di serramenti a taglio termico;
Creare una consulta dei genitori delle scuole del Comune, che accolga i rappresentanti dei singoli plessi ed istituti in un unico organismo, al fine di coordinare le attività delle diverse scuole ed individuare problemi comuni;
Incoraggiare l’apertura degli edifici scolastici extra tempo, per attività autogestite.
SANITA’
Follonica ha un primato, poco invidiabile: è nella provincia di GR, nella Toscana e forse in Italia, l’unica città di oltre 22.000 abitanti a non avere un ospedale.
Il mega ippodromo sì, un presidio ospedaliero no.
Le scelte fatte anni fa, rivelatesi aberranti, hanno portato al dirottamento delle risorse provinciali sono verso l’Ospedale di Grosseto, a danno degli ospedali periferici, come Massa Marittima che, penalizzati dai tagli, vanno assumendo funzioni di poco più articolate dei normali Pronto Soccorso. Per non parlare della riduzione del personale che non fa altro che ingrassare le lunghe liste di attesa e i disagi in generale.
A maggior tutela della salute dei cittadini proponiamo:
Partecipazione di tutti gli operatori sanitari (medici, paramedici, volontariato) alla individuazione delle problematiche e criticità esistenti ed alla loro risoluzione condivisa. Tutta la programmazione degli obiettivi di salute e dei servizi per i cittadini dovrà adeguarsi ed essere pianificata secondo le esigenze attuali della popolazione residente e cercando di prevedere ed anticipare le necessità future, in continua evoluzione;
Acquisizione tramite l’ARS regionale delle statistiche delle cause di mortalità della città degli ultimi 10 anni, ed individuazione di un percorso per poter avere tempestivamente tali dati per il futuro, così da poter individuare ed isolare i pericoli per la popolazione;
La Società della salute dovrà divenire una Casa di vetro, con diretta partecipazione e controllo dei consigli comunali;
Concertare con gli operatori sanitari le politiche di prevenzione;
potenziare l’assistenza domiciliare come supporto alle famiglie e come prevenzione della non autosufficienza;
Potenziare, tramite fondi regionali, delle strutture RPA (Residenze Protette per Anziani) del territorio, al fine di eliminare le liste di attesa;
Collaborazione con gli enti sanitari preposti al fine di tutelare e difendere la L. 194.
NAUTICA
Follonica è sulla costa Toscana l’unica città a non avere degli approdi sicuri per la piccola nautica.
La questione “posti barca” deve passare, prima di considerare eventuali progetti per nuove strutture, magari faraonici e apportatori di inaudite ricchezze (come sostiene il Centro Destra follonichese), attraverso una riqualificazione delle strutture già presenti e con la
partecipazione delle associazioni. Nel tratto di costa follonichese operano, da anni, due associazioni di volontariato (Circolo Cala Violina e Associazione Protemare) che gestiscono due punti per ricovero/ormeggio imbarcazioni ( foce del Petraia e fosso Cervia. Le due associazioni cercano di fornire per come possono una risposta alle esigenze della “nautica sociale e popolare”: nei due siti trovano
ricovero, durante il periodo estivo, circa 300 piccole barche. Una riqualificazione permetterebbe di aumentare il numero di posti barca e garantire maggiori sicurezza e servizi per gli utenti, senza occupare nuovo territorio e stravolgere la linea costiera che rappresenta un elemento fondamentale e caratterizzante del nostro paesaggio.
Per la zona “foce del torrente Petraia” l’intervento si articola attraverso della sistemazione della parte a terra (già oggetto di concessione) con servizi igienici, primo soccorso, punto-ristoro, mentre la parte a mare (specchio acqueo già in concessione) prevede la posa di pennelli galleggianti e dovrà essere messa in sicurezza tramite realizzazione del progetto provinciale di protezione della costa, già esistente ed approvato, per il quale è pronto lo stanziamento di fondi regionali.
Per il Fosso Cervia si prevede la sistemazione del fosso stesso attraverso l’allargamento dell’alveo ed il consolidamento della sponda
lato strada. Anche in questo caso non si prevede un maggior utilizzo del territorio, se non l’uso del fosso fino al confine con il Comune di Piombino.
In aggiunta alle succitate associazioni esistono a Follonica due Circoli Velici che gestiscono strutture per lo svolgimento delle attività veliche; una delle due strutture, gestita dal Club Nautico Follonica, è situata in località Lido, mentre l’altra, gestita dal Gruppo Vela Lni Follonica, si trova nella zona del Fosso Cervia: due realtà molto attive sul territorio con organizzazione di eventi e manifestazioni
di ottimo livello. Senza alcun impegno dell’ Amministrazione Comunale, esse hanno finora svolto un servizio alla comunità nel valorizzare l’anima marinara della nostra città, producendo effetti benefici sulla promozione dell’immagine follonichese e sulle presenze turistiche nei periodi fuori stagione stagionale.
Proponiamo la realizzazione di un Porto Verde nell’area in prossimità al Fosso Cervia che possa cogliere importanti obbiettivi:
Fornire una risposta adeguata alla carenza di posti barca per la nautica minore (oggi sono centinaia le richieste non accolte) senza interventi particolarmente invasivi, ed utilizzando un’area che presenta già questa vocazione;
Individuare un area a vocazione “nautica” permetterebbe, previa loro disponibilità, lo spostamento della struttura gestita dal Club Nautico Follonica la cui spiaggia, attualmente in concessione, tornerebbe alla fruizione pubblica;
Una sinergia tra associazioni di volontariato che potrebbero svolgere un’importante ruolo di calmiere dei prezzi.
Realizzazione di scivoli per fornire una risposta alla nautica carrellabile che ad oggi non trova risposte adeguate.
Disponibilità di uno spazio, in comune con le altre organizzazioni, che permetta anche a Protemare di svolgere la propria attività.
AGRICOLTURA
L’impegno è: accorciare la filiera.
Oggi gli agricoltori locali sono costretti a vendere i prodotti agricoli, spesso ottenuti in contesti occupazionali e contrattuali azzerati per far fronte ai prezzi bassissimi che riescono a spuntare dalla Grande Distribuzione, o addirittura a lasciare il prodotto sul campo. Nello stesso tempo la forbice tra quanto viene pagato all’agricoltore e quanto paga il consumatore finale si allarga a tutto vantaggio dell’intermediazione.
Le campagne e le foreste possono essere conservate solo riuscendo a mantenere le loro funzioni produttive, non solo quelle materiali ma anche quelle non monetizzabili, come il paesaggio, la bio-diversità, la funzione idrogeologica.
Una campagna che non produce frutti, è una campagna destinata a scomparire e divenire periferia
Proponiamo perciò:
Individuare e mettere in atto le filiere corte per ridurre la distanza tra produttore e consumatore, abolendo le intermediazioni, con vantaggi economici per entrambi;
Incentivazioni alle aziende contadine coltivatrici-dirette a conduzione familiare che praticano l’auto-produzione e vendono le eccedenze per favorire un consumo locale dei prodotti;
Attenzione particolare al settore dell’agricoltura biologica come scelta di sviluppo rurale e culturale.
Arrestare il degrado del territorio rurale dovuto all’ultra-frazionamento, all’abusivismo, alla monetizzazione della terra e alla mancanza di controlli efficaci. Il primo passo è il recupero delle aree degradate e l’adozione di un buon regolamento degli Orti. Noi pensiamo che la pratica ortiva, e la domanda forte che ne scaturisce per il desiderio di una produzione sana, sicura, mirata all’autoconsumo domestico, sia assolutamente da aiutare e coordinare. Allo stesso tempo sono necessarie regole e fondi per sviluppare queste pratiche in determinate aree individuate, e la garanzia del rispetto di tali regole onde evitare, come è successo fino ad ora, che certe zone a destinazione agricola si trasformino in sobborghi periferici affetti da abusivismo e incuria.
Promuovere iniziative periodiche, in collaborazione con ASL e altre organizzazioni (Col diretti, comitati, etc) di vendita di prodotti a filiera corta (km zero), anche di produzione domestica o per autoconsumo, per migliorare la qualità e l’eticità di ciò che mangiamo e del suo incidere sull’economia e sul paesaggio. MANGIARE E’ UN ATTO POLITICO
CONVIVENZA CONVIVIALITA’ SICUREZZA
L’immigrazione è realtà di tutti i giorni. Ogni giorno uomini, donne, giovani e bambini che vivono in questa terra, lavorano, producono, consumano, si incontrano. Rappresentano una ricchezza, un’opportunità di cambiamento, di rinnovamento della nostra società. Riconoscere queste persone come nuovi cittadini portatrici di diritti e non solo di doveri è la strada maestra per migliorare il tessuto sociale del nostro territorio e sentirsi veramente sicuri nell’abitarlo. Perché affrontare la questione con allarmismo è solo una tattica usata dagli “imprenditori della paura” per raccogliere voti, ma non per ragionarne concretamente e trovare soluzioni sostenibili.
Occorre sfatare il mito della sicurezza come prodotto del potenziamento dei corpi di polizia e della militarizzazione delle aree urbane che tanto piace alla destra; la sicurezza è tutela dei diritti delle minoranze e delle fasce deboli della società; una realtà urbana che riconosca le esigenze delle donne, dei disabili, dei bambini, degli anziani e degli emarginati. La sicurezza vive in una città vissuta di giorno e di notte come luogo per stare insieme e condividere la festa come il lutto. In questa ottica proponiamo:
- istituzione di corsi finanziati dal comune indirizzati agli anziani (ma non solo) durante i quali verranno spiegate le più comuni pratiche di truffa ai loro danni;
- miglioramento dell’illuminazione pubblica, utilizzando lampade a basso consumo energetico (o a Led) in quelle aree oggi scarsamente illuminate e poco frequentate. Contestualmente si cercherà di far rivivere quelle zone, per esempio favorendone le attività commerciali o culturali;
- Installazione, previa approvazione della cittadinanza, nei punti più critici della città (es. uffici postali) delle telecamere collegate agli organi di pubblica sicurezza onde garantire la sicurezza dei cittadini.
Inoltre, pensiamo che sia necessario:
- assistenza sanitaria per tutti, indipendentemente dalla regolarità del soggiorno;
- sperimentare nuove soluzioni come il minuto commercio itinerante, nuova realtà praticata soprattutto da migranti (ma non solo), la quale richiede una nuova normativa.
- diritto all’istruzione per tutti i minori stranieri, anche se privi di permesso di soggiorno o con genitori irregolari;
- Costruire o rafforzare la rete degli sportelli informativi, promuovere accordi con le Questure per la trasparenza delle procedure relative ai permessi di soggiorno, nell’attesa che si modifichi la normativa nazionale;
- favorire i ricongiungimenti familiari;
- migliorare la condizione delle lavoratrici di cura, migliorare la vita degli anziani;
- favorire la partecipazione degli stranieri, introdurre il diritto di voto negli Statuti;
- attivare forme di mediazione culturale e linguistica negli uffici pubblici;
- costruire insieme con le comunità e le associazioni campagne locali contro il razzismo e forme di sensibilizzazione mirate.
SPORT
Quando parliamo di sport, abbiamo bene in mente la sua socialità. Attraverso l’attività sportiva si creano amicizie e spesso si combatte l’emarginazione sociale.
Purtroppo ci sono sport più seguiti e altri meno, ma questo deve essere ininfluente per l’Amministrazione. Purtroppo nel passato si sono creati sport di seria A e sport di serie B. I primi hanno avuto gran parte delle attenzioni e dell’impegno da parte del Governo della città, mentre i secondi hanno spesso faticato per poter tenere in piedi il loro grande impegno sociale.
Di fronte ad una situazione di questo tipo, riteniamo che i finanziamenti pubblici per lo sport debbono necessariamente basarsi su pochi e semplici parametri:
Incentivazione dello sport di base;
Sviluppo della cooperazione sociale anche con associazioni non sportive;
Valutazione oggettiva dello stato di bisogno.
Occorre inoltre che l’Amministrazione tenga direttamente i rapporti con le singole società, ma senza disdegnare forme di cooperazione tra le stesse per la gestione degli impianti.
