LAST MINUTE MARKET: Trasformare lo spreco in risorsa

PROGETTO LASTMINUTE MARKET

  Per ridurre i rifiuti, recuperare beni alimentari invenduti ma ancora utilizzabili, e migliorare il benessere sociale e la qualità della vita di tutti

http://www.lastminutemarket.org/

 

PRESENTAZIONE

Trasformare lo spreco in risorsa, questo è l'obiettivo del progetto Last Minute Market: un mercato per favorire gli indigenti in cui non si spreca né un minuto né un solo prodotto.
E’ una storia che nasce nel 1998 quando il Prof. Segre della facoltà di Agraria dell'Università di Bologna, stuzzicato dai suoi studenti che studiano i rifiuti negli ipermercati, va a visitarne uno e scopre che tonnellate di prodotti sono buttati via, con costi enormi per lo smaltimento.

Yogurt a due o tre giorni dalla scadenza, arance appena segnate sulla buccia, confezioni di mele con una sola marcia, scatole a cui qualcuno a rubato i punti, confezioni omaggio di promozioni terminate, che non possono essere commercializzate, pacchi di carta igienica invendibili solo perché un bimbo ha fatto un buco col dito alla confezione.

 

Migliaia di prodotti ancora buoni pronti a finire in discarica: il cimitero del consumismo.

 

Ma uno yogurt che scade tra 2 giorni perde il proprio valore economico ma non certo quello d’uso.

Perché non usare questi beni per aiutare chi soffre e per ridurre lo spreco?

8mesi di studio per capire quanti prodotti vengono buttati e quanti se ne potrebbero riciclare, e soprattutto:

 

E´realmente conveniente il recupero?

 

La ricerca dice che sì: lo è, eccome. E soprattutto: LO E’ PER TUTTI!

 

Dati alla mano si può calcolare che un ipermercato di 5000 mq in un anno butti via 1700 quintali di prodotti alimentari per un valore di 595mila euro, pari al 1,5% del fatturato dell’ipermercato.

L’intera catena di distribuzione alimentare italiana butta via 238000 tonnellate per un valore di 881 milioni di euro. Con questa merce si metterebbero a tavola, colazione pranzo e cena, 620mila persone al giorno.

 

Il problema nodale è: è necessario che tutti i soggetti coinvolti in questo passaggio di merce ne risultino avvantaggiati (in economia lo si definisce Win-to-Win System).

Dopo mesi di sperimentazione  presso gli ipermercati Coop Adriatica i risultati sono stati soddisfacenti. E’ nato il concetto di “Spreco Utile”.

Ci sono mense dei poveri, orfanotrofi, case famiglia, canili e allevamenti, centri faunistici, sedi della protezione civile, e altre strutture che consumerebbero, in piena sicurezza igienico-sanitaria, questi prodotti.

E sono disposte a venire a ritirare la spesa gratis.

Loro risparmiano, il supermercato risparmia le spese di smaltimento rifiuti, possono detrarre l’IVA sul costo di tutto ciò che donano, e grazie alla nuova Legge del Buon Samaritano (vedi più avanti) delegano ogni responsabilità sulla qualità e lo stato dei prodotti alla cooperativa LMM.

Con questa fetta risparmiata paga la LastMinuteMarket che svolge il compito essenziale suddividere l’invenduto alimentare (70% del quale ha ancora tutte le caratteristiche per essere consumato) e di mettere in contatto la Grande Distribuzione con un mercato che non produce domanda, ovvero il circuito delle associazioni di assistenza.

 

Perché è proprio questo il punto di forza del progetto: il LastminuteMarket fa incontrare la NON-offerta con la NON-domanda. La non offerta è quella dei prodotti che la Grande Distribuzione altrimenti destinerebbe a discariche e inceneritori, la non domanda è quella delle associazioni caritatevoli che normalmente non potrebbero permettersi, o potrebbero in minima parte, certe tipologie e quantità di prodotti.

 

Così lo schema Win-Win a somma positiva, si chiude: tutti i soggetti ne risultano avvantaggiati.

E ne beneficia anche la collettività. Più cibo nei piatti dei poveri significa:

Meno cibo in discarica

Meno inquinamento

Maggiore benessere sociale, riduzione della povertà e del conflitto sociale

Riduzioni nella spesa della Grande Distribuzione

Enorme ritorno di immagine della stessa.

 

Ridurre lo spreco e farlo in maniera sostenibile: l’attività  Last Minute Market ha finora centrato i suoi obiettivi. E talvolta l’ha fatto per via indiretta.

Laddove la sperimentazione dura da più tempo si è notato come la quantità dei prodotti scartati sia a poco a poco diminuita” – racconta infatti il professor Segre – “forse perché l’ipermercato si è reso conto di tutto quello che butta via ogni giorno: come ci si arrivi a noi non interessa, l’importante è ridurre lo spreco”. La Grande Distribuzione si è resa conto di quanto la presenza della Last Minute Market possa essere una forma di controllo interna molto efficace per avere un quadro preciso di quello che viene buttato e in quali quantità.

 

 

COME FUNZIONA LASTMINUTE MARKET

Il progetto è rivolto a :

 

Piccole e grandi imprese agroalimentari (dalla produzione alla ristorazione), ovvero a chi queste eccedenze, suo malgrado, le produce: donano i prodotti invenduti, riducono i costi per i prodotti che devono smaltire come rifiuto, hanno la possibilità di trarre vantaggi di natura fiscale, ottimizzare la logistica dei prodotti che non riescono a vendere, aumentare la visibilità sul territorio dove operano partecipando ad un'iniziativa di elevato valore etico e morale.

 

Enti caritativi di Assistenza, ovvero a chi potrebbe utilizzare queste eccedenze: ricevono i prodotti gratuitamente ed hanno la possibilità di destinare la quantità di fondi risparmiata all'acquisto di beni e servizi di altra natura, migliorando così la qualità dell'assistenza fornita.

 

Istituzioni pubbliche (comuni, province, regioni, ASL, ATO), che ne conseguono benefici indiretti di tipo sociale ed ambientale, vedendo diminuire la spesa pubblica per l’assistenza e l’ammontare dei rifiuti in discarica.

 

Tutti questi aspetti assumono anche un'importante valenza educativa, per sensibilizzare l'opinione pubblica alle problematiche dello spreco. Perché l'obiettivo finale di Last Minute Market è di contribuire alla riduzione dello spreco, non certo di giustificarlo.

Nella strategia di azione del LastMinuteMarket si devono seguire attentamente alcune regole:

 

Il problema maggiore é dimostrare la sicurezza dal punto di vista igienico sanitario dei prodotti invenduti. Su questo punto si vanno ad inserire problematiche relative alle responsabilitá dei soggetti interessati. Per fortuna questo nodo é stato risolto dinamicamente attraverso una stretta collaborazione con le ASL locali che hanno imposto l’adozione del protocollo HACCP. La situazione é stata ulteriormente migliorata con l’approvazione della Legge del Buon Samaritano

 

Bisogna ASSOLUTAMENTE garantire che i prodotti recuperati non vadano ad alimentare altri mercati sotterranei. E questo lo si fa attraverso un’attenta selezione delle associazioni a cui destinare gli invenduti, e un continuo monitoraggio da parte della cooperativa LastMinuteMarket

 

Il risparmio e la ridistribuzione del cibo é un affare fortemente legato al territorio. Si tratta di appurare l’esistenza di soggetti distribuiti nel territorio limitrofo al supermercato che sono in grado di recepire questi beni. Si tratta poi distribuirli nei dintorni, perché altrimenti il trasporto renderebbe tutto economicamente inopportuno. Per questo é necessaria una organizzzione ferrea e per questo il lastminutemarket si adatta molto bene alle grandi cittá, dove la densitá delle associazioni e le distanze sono favorevoli.

 

 

Legge del Buon Samaritano : é stata approvata l’11 giugno del 2003, ponendo fine all’enorme spreco di cibo eliminato dalle mense e dalle grandi catene di ristorazione. Con un solo articolo legislativo tonnellate di primi, secondi e contorni già cotti ma mai consumati, possono essere ritirati e distribuiti dalle associazioni no profit ai bisognosi.
In pratica tutti gli enti che effettuano distribuzione gratuita di prodotti alimentari a persone indigenti vengono equiparati al consumatore finale. Ciò solleva completamente le imprese di ristorazione, e tutti gli altri potenziali donatori, dalle responsabilità sulla conservazione, sul trasporto, sul deposito e sull’utilizzo degli alimenti. In piú le imprese che donano gli invenduti posso recuperare l’IVA sui prodotti. 

 

 

 

 

 

CHE COSA SI RECUPERA E CHE COSA NO

 

FRUTTA E VERDURA.

Tra i prodotti per le associazioni: reti di arance scartate perché una sola si è guastata, casse di mele con qualche ammaccatura, confezioni di insalata già pronta, chili e chili di ortaggi e frutta, ritirati dagli scaffali perché all’iper arrivano nuove partite di prodotti ancora più freschi. Non si scarta nulla, nemmeno le parti più esterne dei finocchi o dell’insalata: a beneficiarne gli animali ai quali, in ogni caso, non sono mai dati prodotti che stanno marcendo.

 

MACELLERIA.

E’ il secondo reparto da cui si riescono a “salvare” più prodotti, fino al 18% del totale recuperato. La carne che per questioni igienico-sanitarie si può donare alle associazioni è quella che arriva all’ipermercato già confezionata e che viene ritirata dagli scaffali fino a tre giorni prima della scadenza.

La carne che i macellai preparano all’interno invece non può essere recuperata perché non riporta la data di scadenza sulle confezioni e l’ipermercato, in genere, non vuole assumersi alcuna responsabilità.

 

GENERI VARI

Scatolette di tonno, fagioli, piselli, succhi di frutta, biscotti, merendine, omogeneizzati e tanto altro ancora. Si tratta di prodotti a lunga o lunghissima conservazione, scartati per ragioni che esulano dalla loro prossima scadenza. Se un pacco di pasta cade e il cartone si rovina, se un cliente ritaglia da un pacco di merendine i punti del concorso a premi o da una confezione da tre di tonno o fagioli esce un solo barattolo, gli addetti dell’ipermercato sono tenuti a scartare tutto. Per una questione di immagine e anche per il fatto che il cliente è sensibilmente condizionato dall’aspetto esterno del prodotto.

 

LATTICINI.

Oltre a formaggio e yogurt, per comodità logistica vengono inclusi anche salumi, paste fresche, gnocchi, burro e tutti quei prodotti che si trovano nel bancofrigo. Vengono ritirati dal personale dell’Iper dai due ai sei giorni prima la loro data di scadenza per diversi motivi. Molto spesso è una questione d’immagine dell’ipermercato che in altri casi, invece, risponde alle esigenze dei clienti. Per esempio nel caso dello yogurt o del latte, sarà capitato a molti di allungare la mano oltre le prime file per prendere le confezioni più lontane, quelle che si sa benissimo che scadono dopo.

 

PRODOTTI DA FORNO

I prodotti preparati dall’ipermercato o confezionati all’esterno, possono essere donati. Nelle dispense delle associazioni finiscono tranci di pizza, brioches, panettoni salati, torte, biscotti, a patto che sulle confezioni sia riportata la scadenza. E’ una scelta della Last Minute Market non prendere anche il pane che, tolto la sera prima dagli scaffali, non arriverebbe fresco in tavola: esso potrebbe comunque essere utilizzato per integrare la dieta degli animali. Le quantità recuperate da questo reparto non sono mai elevate, perché alcuni prodotti da forno resistono anche più giorni sugli scaffali e perché l’iper tende a calcolare bene le quantità per non avere troppe eccedenze. Anche se nulla glielo vieterebbe, la Last Minute Market preferisce scartare i prodotti di pasticceria farcitii con la crema o la panna montata. Anche se preparati all’interno dell’ipermercato e ritirati dagli scaffali a sole 24 ore dalla loro produzione – pur essendo garantiti per 72 – i dolci di questo tipo si deteriorano facilmente ad ogni minimo cambiamento delle condizioni esterne. Non vengono quindi recuperati per evitare che durante il trasporto si danneggino o che l’associazione non li consumi in tempi brevissimi.

 

SURGELATI

Recuperati in quantità minime, perché molto delicati da conservare e da trasportare (per questo, tutte le associazioni devono essere munite di apposite scatole di polistirolo e borse termiche per il trasporto). La Last Minute Market dà ai suoi assistiti solo quelle confezioni che sono state ritirate perché prossime alla scadenza o perché verranno tolte dall’inventario. Tutto ciò che è stato lasciato fuori dalle celle frigorifere, appoggiato nei banchi-frigorifero o leggermente aperto viene buttato via per ragioni di sicurezza.

 

PESCHERIA

Da questo reparto si torna col carrello vuoto. Il pesce non viene recuperato, perché ritenuto un alimento troppo delicato da trattare. Sebbene le associazioni siano tenute ad osservare tutte le regole per il trasporto e per la conservazione, il veloce deterioramento di questo alimento – soprattutto nei mesi estivi- ha spinto la Last Minute Market a escluderlo dalla lista dei prodotti recuperabili.

 

UNA GIORNATA TIPO ALLA LASTMINUTEMARKET

 

ORE 8

Per far sì che i prodotti recuperati, nel giro di quattro ore siano già riutilizzati dalle associazioni, i ragazzi del LastMinuteMarket devono presentarsi all’Iper alle otto del mattino in modo che il loro lavoro di smistamento si combini in modo non troppo invasivo con gli orari e i ritmi di una struttura complessa e aticolata come quella di un centro commerciale.

L’addetto LMM s’infila il camice e controlla in modo minuzioso tutti i prodotti che i dipendenti dell’ipermercato hanno messo in un angolo del magazzino distinto dalla scritta LAST MINUTE MARKET fatta a mano su un cartone appoggiato a scatoloni pieni di cibo.
Il lavoro comincia da qui, da questi scatoloni pieni di pasta, bibite, omogeneizzati, scatolette di tonno, pacchi di merendine e molto altro ancora. Per lo più prodotti a lunghissima conservazione.

L’addetto LMM controlla la data di scadenza sulle confezioni, identifica i motivi che ne hanno causato lo scarto e verifica l’integrità dei prodotti destinati all’alimentazione umana. Ciò che va agli animali, invece, è sottoposto a controlli meno rigidi ed è interamente recuperabile, come la pasta o tutti quegli alimenti che sono usciti dalle loro confezioni. Uno ad uno, tutti i prodotti recuperati in questo reparto vengono catalogati al computer e svalorizzati, cioè tolti dall’inventario dell’ipermercato, in modo che sia possibile risalire facilmente al numero dei pezzi dati alle associazioni e scaricarli dall’Iva, come previsto dalla Legge del Buon Samaritano.
Una volta terminata questa operazione, non resta che preparare le scatole per le associazioni. A ciascuna in base alle sue esigenze e al numero dei suoi ospiti. Tutto calcolato e pensato in modo da ridurre al minimo lo spreco anche sulle tavole di chi il cibo lo riceve in dono. Purtroppo non é sempre facile: non si può prevedere quali prodotti si troveranno la mattina all’ipermercato, ma i turni di distribuzione ben pianificati nell’arco della settimana garantiscono alle associazioni una notevole varietà alimentare, oltre che quantità che integrano – e spesso coprono del tutto - i fabbisogni degli assistiti.

 

 

 

ORE 10

Frutta e verdura sono il punto di forza della Last Minute Market, la caratteristica che la distingue da altre raccolte di cibo, come quella del Banco Alimentare.

Comincia da questi prodotti la seconda fase dello smistamento.
L’addetto LMM si sposta all’esterno del magazzino, vicino al piazzale adibito allo scarico delle merci. Casse colme di mele, arance, uva, insalata, carote, fogliame, e di tutto quanto si trova nel reparto ortofrutta di un ipermercato: questo ciò che i dipendenti del centro commerciale sarebbero tenuti a scartare.

Se in una rete di arance ce n’è solo una marcia, tutta la rete da mezzo chilo o da un chilo veniva buttata via. Ma non è più così. L’arancia guasta viene tolta, gettata e tutto il resto si salva. La pura legge del mercato, niente di più, niente di meno. Il consumatore vuole un prodotto di qualità, esteticamente perfetto, che valga il suo prezzo e l’ipermercato glielo offre, salvaguardando così il rapporto di fiducia con il cliente. A volte possono capitare decine di chili di mandarini arrivati il pomeriggio prima, sostituiti da una nuova partita di mandarini con le foglie: perché scartarli? Perché chi fa la spesa e vede i mandarini con le foglie ne compra in quantità maggiori pensando siano più freschi, anche se sono arrivati all’iper con mezza giornata di differenza.
Come avveniva per lo scatolame, anche frutta e verdura vengono selezionate, pesate, catalogate minuziosamente e poi divise fra le varie associazioni. L’importante è che le cassette, dove gli addetti dell’iper hanno accumulato gli alimenti di scarto, non vengano appoggiate per terra ma su assi di legno: si violerebbero le regole d’igiene e andrebbe tutto gettato. Quello che non può essere destinato all’alimentazione umana - come fogliame, resti dell’ortofrutta, scarti di insalata, finocchi sfusi o confezioni già pronte troppo vicine alla scadenza - diventa una delle fonti primarie per le associazioni che assistono gli animali. Una ci deve essere tutti i giorni. In questo modo dell’ortofrutta si recupera quasi tutto quello che viene lasciato dall’Ipercoop. E si parla di quintali ogni giorno.

 

ORE 10:30

Sotto la dicitura di ‘latticini’ finiscono tutti i prodotti dei banchi-frigo. Dai salumi alla pasta fresca, dallo yogurt ai formaggi, dal salmone affumicato al burro. I dipendenti dell’ipermercato mettono tutto quello che è prossimo alla scadenza in un carrello all’interno del magazzino, vicino alle celle frigorifere.
Per questi alimenti i controlli della LMM sono attentissimi. E la distribuzione fra le varie associazioni è ancora più attenta. Si deve pensare a quali associazioni hanno la possibilità di consumare il cibo, in quanto tempo e se hanno i mezzi adatti per conservarlo.
Alcune di loro, per far fronte all’esigenza di spazio hanno dovuto munirsi di nuovi congelatori e di frigoriferi più capienti. Soprattutto per la carne, uno degli alimenti più delicati da trattare, specialmente durante il trasporto. La carne viene lasciata in una cella frigorifera del reparto macelleria.

La LMM la va a prendere poco prima dell’arrivo delle associazioni, controllano lo stato di conservazione e la data di scadenza delle confezioni. Solo ciò che non ha riportata la data di scadenza viene eliminato per ragioni di sicurezza alimentare.

ORE 11

Alle undici la ‘spesa’ della Last MinuteMarket è finita. Non resta che compilare le bolle d’accompagnamento che serviranno alle associazioni per il trasporto degli alimenti e all’ipermercato come ‘ricevuta’ dei prodotti donati scaricabili dall’Iva. Tutto quello che era stato pesato nei vari reparti viene registrato dall’addetto della Last Minute Market e prezzato con il costo di spesa dell’iper.
A fine giornata i conti sono presto fatti. Le associazioni portano in un giorno a casa  cibo e prodotti fino a 400-1000 euro. E considerando che quasi tutte le associazioni assistite vanno a ritirare il cibo all’iper in media due o tre volte la settimana, il risparmio sul bilancio di fine mese è rilevante.
Tra le undici e le undici e mezza sul piazzale dell’ipermercato adibito allo scarico delle merci cominciano ad arrivare le macchine delle associazioni di turno quel giorno per il ritiro dei prodotti.
Hanno un permesso speciale e sanno che devono rispettare l’orario che la Last Minute Market ha indicato loro. Attraverso una programmazione ferrea degli arrivi la LMM riesce a inserirsi col minimo disturbo possibile nell’organizzazione del centro commerciale.

La pianificazione è scrupolosa e scientifica, studiata dalla LMM in modo da ottimizzare tempi e risorse a disposizione. Un solo anello mancante può far saltare il micro-sistema messo a punto e incrinare il rapporto tra la cooperativa e il centro commerciale a cui viene fornito il servizio. Per le associazioni questa opportunità è unica e lo si capisce dall’entusiasmo con cui, alle undici in punto, arrivano a prendere le loro casse piene di cibo e se le caricano sulla propria auto.


ORE 12

Dal produttore al consumatore. Il passaggio degli alimenti è immediato. Alle undici e mezza all’ipermercato, a mezzogiorno nelle padelle delle associazioni, che non sono state scelte a caso. Si trovano tutte nel bacino d’utenza e hanno una cucina interna, frigoriferi e congelatori abbastanza capienti per tutto il cibo ricevuto in settimana.

 

La velocità con cui i prodotti freschi arrivano nelle associazioni è uno punto nodale, perché trattare alimenti freschi e prossimi alla scadenza comporta rischi da non sottovalutare. Una volta che il cibo viene donato alle associazioni, spetta a queste rispettare tutti i criteri per conservarlo e cucinarlo in modo corretto. I membri della Last Minute Market si assumono con l’iper la responsabilità degli alimenti recuperati e le associazioni se l’assumono con la stessa LMM.

Le regole sono chiare e le associazioni sono tenute a osservarle attentamente, se vogliono continuare a godere dei vantaggi del servizio. Periodicamente un membro della LMM va a controllare come viene conservato il cibo, come viene cucinato, quali prodotti vengono donati a soggetti esterni alle associazioni. Un piccolo sopralluogo per accertarsi che le persone assistite non corrano alcun rischio per la loro salute.

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