Programma ELETTORALE 2009 - part I

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA FOLLONICA
ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2009
PROGRAMMA
Pensare globalmente … agire localmente
Il 20% della popolazione mondiale possiede e sperpera l’80% delle ricchezze del Pianeta.
Il restante 80% sopravvive faticosamente con il 20% delle risorse.
Questa realtà, che non è così distante e distinta dal nostro microcosmo quotidiano, come la televisione ci invita a credere, richiede assolutamente un riequilibrio.
E’ folle ipotizzare che i Paesi in via di sviluppo possano arrivare ai livelli di consumo dei paesi occidentali, nella farsesca emulazione di modelli che si rivelano, ogni giorno di più, anacronistici, esiziali, insostenibili per l’Ambiente e la società stessa.
Lavorare per disporre di beni di cui non abbiamo bisogno
Produrre per consumare
Consumare per non arrestare la produzione
Nell’insensato perpetrarsi di modelli non in grado di rigenerarsi, che affondano sepolti sotto montagne di rifiuti da essi stessi prodotti, modelli in cui la forbice tra poveri e ricchi si allarga sempre più.
Se questa tendenza dovesse progredire, l’effetto sarà uno solo: la distruzione dell’ambiente, delle risorse, del Mondo come oggi lo conosciamo.
La crescita infinita, oltre che folle, una strada non percorribile.
Il sistema economico mondiale (capitalismo, necessità di crescita continua, consumismo, rendita finanziaria, generante valori fittizi che squilibrano e intossicano l’economia) sta portando al collasso molti Paesi sviluppati, le cui società, assuefatte a modelli e stili di vita al di sopra delle proprie possibilità, sono oggi inermi, prive degli adeguati anticorpi sociali, economici, culturali.
Parlare di Decrescita Felice, non significa affatto augurarsi l’involuzione della qualità delle nostre vite. Tutt’altro: punta altresì alla razionalizzazione, de-materializzazione dei processi produttivi, alla sostenibilità dei modelli di consumo e degli stili.
Dobbiamo cessare di considerare il PIL come unico indice del benessere. Sono in molti ormai a sostenere la necessità di cambiare le regole del gioco, o meglio, cominciare a stabilire delle regole del gioco.
Qualcuno potrebbe giudicare il nostro proponimento utopista, irreale, che non considera svariate variabili e interazioni sociali, difficilmente traducibile in volontà e capacità di incidere a livello locale:
Nel nostro programma proponiamo soluzioni reali, sperimentate, palpabili, che se applicate alla problematica locale, e diffuse globalmente, potrebbero veramente cambiare il Mondo.
Vogliamo essere alternativi alla maggioranza di centro sinistra a Follonica
Le giovani generazioni godono il privilegio, impensabile solo pochi anni fa, di disporre di una finestra sul Mondo di Internet e di beneficiare a pieno dell’accorciamento dei tempi, delle distanze e dei costi di spostamento.
C’è chi sostiene che Internet non produca cultura, ma diffonde e permette di condividere orizzontalmente, esperienze, conoscenza, informazioni, lontane migliaia di chilometri dalla nostre vite e dal nostro modo di pensare. Questo privilegio deve essere utilizzato anche nella politica, nel locale, per arginare lo sterile teatrino delle opinioni contrapposte, in favore della verità dei numeri, dell’esperienza, degli esempi virtuosi, della competenza. Una politica che fa questo è una politica che ha anche più energie per il confronto sui bisogni reali e i valori fondanti di una società.
Se un piccolo uomo, nel suo piccolo mondo, fa una piccola cosa, tutto il mondo cambia
Vogliamo cominciare a farlo noi.
Iniziamo dalla questione ambientale: il risparmio energetico, la de-materializzazione della produzione. Passiamo all’accoglienza, l’integrazione dei migranti. Impegniamoci a trovare soluzioni per la gestione dei rifiuti, sul solco dei principi di Kyoto.
Occupiamoci di una viabilità che non si occupi solo di decongestionare il centro, che non adotti sempre le due soluzioni estreme, entrambe inefficaci: “più strade e parcheggi per tutti!” e “Rendiamo la vita impossibile agli automobilisti”.
Dobbiamo riconsiderare l’uso dello spazio urbano e del Territorio, prendere posizioni condivise in merito a interventi strategici, come l’Autostrada Tirrenica, che vuol essere imposta ad un Territorio ed un popolo senza la minima consultazione e fuori da qualsiasi logica.
Abbiamo un progetto costituito da interventi articolati, organici in un percorso virtuoso, che, a cascata, porterà al miglioramento generale della nostra economia, della qualità della vita di tutti noi e non solo di una stretta cerchia di privilegiati, inciderà su sostenibilità e stabilità futura del benessere, e aprirà un varco nel modo di pensare e programmare, svincolandoci da convinzioni sedimentate e posizioni imposte.
QUESTIONE MORALE
E’ necessario non il ricambio bensì il cambiamento del ceto politico. La politica, piegata ai poteri forti, deve trovare il suo significato antico: amministrare per il bene di tutti.
Teniamo molto al significato delle parole, e gli slogan sparati dalle scatole televisive ci infastidiscono e preoccupano.
Chi parla di tornare tra la gente, di stare dalla parte del cittadino, spesso neppure fa politica all’interno delle sezione di Partito, bensì negli uffici tecnici, privati, i salotti, durante le cene d’affari e le riunioni tra adepti.
Occorre una svolta incentrata su ONESTA’, LEGALITA’, PARTECIPAZIONE.
Detestiamo gli annunci “Largo ai giovani” a cui si prestano i Partiti locali, strumentalizzando la passione e la spinta di una generazione come fosse l’etichetta sotto con cui camuffare il solito vecchio prodotto avariato.
Dobbiamo dare spazio preparazione, competenza, visione di un progetto.
I nostri amministratori:
- Non dovranno aver subìto condanne in sede penale (anche solo in primo grado) per reati contro Pubblica Amministrazione, Persona, Patrimonio, escludendo i reati d’opinione;
- Dovranno rendere disponibili le proprie denunce dei redditi e la loro situazione patrimoniale;
- Renderanno pubblico, nel rigoroso rispetto della vita privata, il proprio curriculum;
- Daranno pubblicamente e preventivamente piena disponibilità alla pubblicazione delle intercettazioni telefoniche che li riguardano, per reati penalmente rilevanti.
- Manifesteranno, in tutti i processi decisionali riguardanti l’amministrazione locale, la MASSIMA TRASPARENZA utilizzando anche e soprattutto canali di comunicazione orizzontali, come internet.
Eliminiamo i privilegi della Politica
Proponiamo:
Riduzione delle indennità di carica per i Presidenti e i Consiglieri di tutti gli enti derivati e le società a cui partecipa il Comune di Follonica;
Abolizione delle pensioni per l’attività politica e divieto di cumulo di più redditi da politica;
Norme che impediscano i conflitti d’interesse soprattutto in ambito di pianificazione edilizia e appalti;
Albi pubblici, criteri trasparenti e concorsuali, possibilmente con commissioni esterne e indipendenti, per le nomine nelle società compartecipate e per l’assunzione nel Comune.
PARTECIPAZIONE
La partecipazione è lo strumento chiave per governare la città. Crediamo che partecipare sia innanzitutto cedere potere, da parte delle istituzioni verso i cittadini, nel rispetto della democrazia rappresentativa. Rovesciare il punto di vista, partire dalle comunità unitarie (quartieri, comitati, associazioni), dare loro la possibilità di incidere sulla pianificazione del Territorio, e lasciare all’amministrazione la funzione propositiva, di Sintesi, di controllo.
Andare oltre i limiti della legge regionale 69/2007: i cittadini devono poter avanzare proposte pertinenti in qualunque fase del procedimento amministrativo, così come già avviene in materia ambientale (per legge dello Stato), e non essere relegati al ruolo di co-gestori delle nocività.
Il nostro obiettivo è arrivare a far decidere direttamente agli abitanti almeno il 20% del bilancio comunale entro la fine della legislatura, cominciando già da subito ad istituire assemblee deliberative in cui una quota crescente di decisioni vengano prese direttamente dai cittadini. Tramite meccanismi partecipativi (Referendum o assemblee tematiche) coinvolgeremo la cittadinanza nelle questioni importanti: rifiuti (referendum, urbanistica, beni comuni, ambiente, ecc).
I cittadini devono avere un ruolo nei processi decisionali su tutti i livelli.
Dobbiamo aumentare le occasioni di incontro, di aggregazione, cercare i contatti anche porta a porta. Bisogna potenziare il sito web dell’amministrazione, non solo per ottimizzare alcuni servizi ma anche per creare un contatto intimo e diretto con la cittadinanza.
Ricorso a referendum consultivi.
Indiremo il referendum sull’inceneritore di Scarlino (come fu fatto nel 1987 sul carbone alla Centrale Enel di Torre del sale) su scala anche più vasta e su un tema ancora più impattante a livello nazionale/regionale. Questo varrà a breve anche per altri temi, come l’Autostrada Rosignano-Civitavecchia, e la Questione Nucleare in Maremma.
Partecipazione delle donne
Partecipazione delle donne alla politica è per noi fondamentale.
Partendo dai loro bisogni e le loro convinzioni, le donne fanno una politica diversa da quella degli uomini, spesso più solidale e lungimirante.
Al momento il mondo politico è chiuso e discriminante verso la rappresentanza femminile.
Si sente spesso pontificare, soprattutto chi si schiera contro meccanismi come le quote rosa, che le donne debbano emergere solo in funzione di competenza, acume politico e professionalità, come se gli attuali politici uomini fossero tutti premi Nobèl.
Vogliamo che sia data loro la possibilità di raggiungere livelli di coinvolgimento politico e non solo tali da produrre una massa critica, paritetica che possa incidere sul contesto.
Dobbiamo adeguare i tempi della politica ai tempi delle donne, che tengono conto dei diversi ambiti della vita.
A tal scopo ci impegneremo a:
Puntare ad alla composizione paritetica (50%) della Giunta e delle commissioni consiliari;
Legare i contributi ad associazioni, cooperative e imprese alla condizione che questo approccio paritetico sia degnamente espresso;
Incentivare la formazione politica e le forme di partecipazione democratica durante il percorso scolastico;
Bilancio di Genere
Quali effetti le attuali le politiche di bilancio producono su donne e uomini? Quali bisogni non sono e non
considerati?
Le pubbliche amministrazioni devono programmare non in funzione di concetto astratto e immutabile di cittadino, bensì a donne e uomini di
culture, etnìe, bisogni diversissimi, al fine di raggiungere una maggiore qualità, equità, efficienza e trasparenza.
Il Bilancio di genere è strumento per modulare questi rapporti di forza.
Alcuni esempi di misure che tengano conto della necessità di disagi di genere:
Appartamenti da destinare a donne in emergenza rimaste senza casa;
Prevedere, nei bandi per l'assegnazione di case, misure per i nuclei mono-genitoriali e donne segnalate dei servizi in seguito a gravi disagi in ambiente domestico;
Destinare fondi all'Assessorato Cultura per campagne di prevenzione della violenza domestica e l'abbattimento degli stereotipi; il contrasto alla violenza non si riduce a una questione di sicurezza; richiede piuttosto una modificazione profonda dei rapporti tra uomini e donne, condizioni di socialità e convivenza attive e creative;
Adottare criteri di tassazione differenziata per dare diritti a chi ancora non ne dispone, come il diritto delle unioni fino ad oggi non ancora legalmente riconosciute;
Utilizzo dei canali informatici per aprire le decisioni del Comune alla consultazione popolare.
RIFIUTI \ INCENERITORE
Il NO all'inceneritore è un punto centrale del programma, perchè economia, acqua, aria, salute, posti di lavoro, turismo, passano obbligatoriamente dal blocco del Mostro. Dobbiamo essere altresì coscienti che il NO non è solo una questione locale,
il NO è AL SISTEMA dell’INCENERIMENTO
Ciò comporta una visione totalmente diversa da quelle sinora adottate.
Dobbiamo dire NO all’inceneritore e subito dopo domandarci “Perché No? Che cosa al posto dell’incenerimento?”. Lo status della gestione rifiuti non può e non deve essere perpetrato, cavalcando l’onda della disinformazione, il qualunquismo, e l’inerzia della società al cambiamento. Incenerire rifiuti sarebbe come derattizzare una città sganciando l’atomica.
Questa è la logica di Destre e Comitati d’affari (assolutamente bipartisan): risolvere il problema subito anziché risolverlo bene e per sempre, avallare investimenti faraonici e iniezioni di denaro pubblico (le nostre tasse) per progetti anacronistici che minano la salute e generano meno occupazione delle soluzioni leggere, definitive e lungimiranti che noi proponiamo.
Il rifiuto è materia prima, ha un valore, e ne avrà sempre più in futuro.
Questa è l’occasione irripetibile per Ridiscutere il Sistema e proporre logiche diverse.
Riduzione degli imballaggi: dialogare con la piccola e Grande Distribuzione per ridurre il rifiuto a monte, dovuto quasi esclusivamente all’imballaggio; adottare misure virtuose (prodotti alla spina, incentivi per prodotti riutilizzabili, consegna del vuoto con restituzione cauzione), incentivare l’uso dell’acqua del rubinetto che deve essere sicura e garantita;
Favorire l’incontro tra domanda e offerta di prodotti agricoli locali (biologico, filiera corta): spesso si usa il termine non-offerta, ovvero disponibilità di prodotti agricoli, che per varie ragioni (costi di raccolta alti, mancanza di spazi per la distribuzione, etc.) sono di fatto inaccessibili.
Vogliamo favorire un consumo intelligente, per la salute e le nostre tasche, sostenibile a livello di costi energetici di produzione (imballaggi, conservazione, trasporto) che non dirotti ricchezza altrove e sostenga la nostra agricoltura e la sua funzione di conservare il paesaggio e l’ambiente rurale.
Raccolta differenziata spinta, porta a porta:
Recupero, Riutilizzo, Riuso dei materiali
Riduzione degli imballaggi: dialogare con la piccola e Grande Distribuzione per ridurre il rifiuto a monte dovuto all’imballaggio; adottare misure virtuose (prodotti alla spina, beni riutilizzabili, consegna del vuoto con restituzione cauzione),
Incentivare l’uso dell’acqua di rubinetto che deve essere sicura e garantita;
Farsi trovare pronti per il passaggio dalla TARSU (tassa sui rifiuti proporzionata alla cubatura delle abitazioni…e dei debiti COSECA) alla TIA (Tariffa Igiene Ambientale) basata su una quota fissa, a copertura dei servizi erogati (raccolta, spezzamento strade, etc), ed una quota variabile, proporzionale all’impegno, l’attenzione e la sensibilità dei singoli cittadini.
Chi più inquina, più paga. Chi è virtuoso e si impegna nella riduzione dell’indifferenziato, deve essere premiato.
Incentivare la formazione, sensibilizzazione, partecipazione e i monitoraggi. La cittadinanza deve essere adeguatamente informata e allo stesso tempo responsabilizzata, non possiamo più permetterci che la minoranza inerte e resiliente della società ritardi lo sviluppo ed il miglioramento della vita di tutti.
Fare il necessario per migliorare la logistica della raccolta e del riciclaggio ed adottare accorgimenti atti a incentivare i percorsi virtuosi:
Potenziare la/le isole ecologiche, dove i cittadini possano (in integrazione al porta-a-porta) consegnare il materiale differenziato (carta, plastica, vetro, verde) oltre a rifiuti ingombranti, inerti, etc. e accumulare sconti sulla TIA;
Disporre sconti TIA per incentivare la consegna alle isole ecologiche di materiali pericolosi come pile, farmaci, RUP; olio minerale.
Disporre sconti TIA per chi fa compostaggio domestico;
Disporre sconti TIA alla Piccola e Grande Distribuzione che si distingue per la donazione dei beni alimentari invenduti (vedi esperienza LastMinuteMarket di Ferrara).
Favorire la nascita dell’intera filiera industriale per la trasformazione dei Materiali di Recupero, tramite sinergie tra Comuni e imprenditoria privata.
Impianto di compostaggio, che produca posti di lavoro e volumi importanti di ammendante da utilizzare, a prezzi bassi, per il verde urbano e per la nostra agricoltura sofferente.
Recupero e trasformazione di carta, plastica, metalli e vetro (vedi esperienza di Vedelago).
Coinvolgimento in primis delle scuole dell’obbligo per sensibilizzare, formare, informare i giovani alla corretta gestione dei rifiuti attraverso adozione di iniziative come “premi ricicloni” per scuole, classi, etc. Utilizzare le scuole anche per la logistica del recupero (coinvolgere le scolaresce nel compostaggio, il recupero di materiali riciclabili non pericolosi, etc.)
Questa prospettiva crea i presupposti per ridefinire obiettivi e piano industriale del Piano Provinciale dei Rifiuti, aprendo la strada all’eliminazione di ogni opzione costosa ed inquinante come il CDR e l’incenerimento. Se il nostro Comune diventa virtuoso, metterà in discussione l’attuale logica della gestione dello smaltimento, innescherà un effetto domino dirompente e aprirà una questione COSECA (i cui costi attualmente sono insostenibili) che migliorerà l’intero quadro dei rapporti di forza tra politica e comitati d’affari locali.
Insieme al grande NO all’inceneritore di Scarlino da contrastare sia sul piano legale che politico, ci impegniamo a far valere il diritto primario alla salute di cominciare con le BONIFICHE prima di qualsiasi ipotesi impiantistica o industriale al Casone. Qualunque ipotesi di VIA per ogni insediamento al Casone deve essere fatta partire da una “situazione zero” ottenuta a valle di bonifiche certificate.
LAVORO
Di fronte alla catastrofe economica e sociale in atto, gli enti locali sono chiamati oggi a supplire in molti casi alle vistose mancanze del sistema, forzando i propri ristretti limiti istituzionali, incluso il Patto di stabilità.
Proponiamo:
Riconversione ecologica: Lavoro e produzione devono cambiare a tutti i livelli, bisogna mettere al primo posto la manutenzione del territorio, beni e servizi e non più soltanto merci. Chi prima lo farà prima uscirà dal tunnel.
Nel nostro territorio un’affermazione del genere significa:
Costruire un percorso di riconversione che non significhi la negazione dell’esistente!. Solo valorizzando l’esistente si assicura la continuità occupazionale, il mantenimento del knowhow, le professionalità. Sono numerosi gli esempi di occasioni perdute per la nostra zona (ultimo, il caso CST di Venturina).
Piccolo è bello, ma purtroppo ancora nel Mondo dei Sogni. Un’economia priva di una robusta ossatura produttiva ed occupazionale, nell’industria e l’agricoltura, è un’economia fragile, non autosufficiente, sbilanciata sui servizi, che aumentando le intermediazioni, le speculazioni finanziarie, ed il costo della vita. La grande industria, in questo territorio, produce occupazione e professionalità da molti anni, al contrario di altri settori, sviluppatisi in maniera aberrante, poggiando sul lavoro nero e la concentrazione di enormi profitti nelle mani di pochi.
Attuazione, ormai non più prorogabile, delle bonifiche del territorio. che vanno fatte pagare agli inquinatori, Eni in primis (v. vicenda Merse).
Ripensamento delle strutture socio - economiche del territorio (es. piccola nautica VS grandi porti turistici)
Gli incentivi all’economia vanno legati alla riduzione della precarietà e alla stipula i rapporti di lavoro a tempo indeterminato che diano la possibilità di pianificare a lungo termine la propria vita.
Anche a Follonica sono in aumento i disoccupati di età avanzata e scarsa qualificazione. Occorre richiamare la politica al suo compito di dare una prospettiva, e la società ad essere responsabile, stimolata e ricettiva. L’attivazione di una effettiva e costante concertazione con le parti sociali (sindacati e datori di lavoro) è la condizione per un’autonomia locale con maggiore responsabilità sociale.
Reperire le risorse per il lavoro socialmente utile, così da gestire le situazioni di disagio acuite dalla crisi.
Porre in essere politiche di salvaguardia della stabilità e sicurezza del lavoro. Non dobbiamo abbassare la guardia sulla sicurezza del lavoro.
E’ necessario che il Comune sia parte attiva in ambito di sicurezza e stabilità del lavoro: deve intervenire laddove è direttamente parte in causa, ad esempio nei contratti di appalto.
Pensiamo che nei contratto d’appalto si debbano prevedere clausole a tutela della sicurezza e stabilità del lavoro, vorremmo che le imprese inadempienti dei CCNL di lavoro, o delle retribuzioni, contribuzioni, ecc, siano escluse dai rapporti presenti e futuri con il Comune stesso. Stesso trattamento per le imprese inadempienti delle clausole di cui sopra nei 5 anni precedenti alla gara di appalto;
Proponiamo che le clausole sociali siano inserite negli eventuali subappalti e di verificare la possibilità di favorire, con maggior punteggio nelle gare, imprese occupanti manodopera stabile e non precaria.
