Dalla Rassegna Stampa: «Follonica città sacrificata al turismo»

Pubblicato il da Circolo PRC Follonica

 #«FOLLONICA? Una città sacrificata al turismo». La pensa così Nedo Bianchi, 67 anni: insegnante di storia dell’arte al liceo scientifico follonichese fino alla pensione e ora scrittore, tra biografie storiche («Il tenente Gino e il soldato Giovanni») e racconti partigiani («Mafalda e la siepe di ginestre»). «A Follonica — dice — l’urbanistica è un disastro, la città è semplicemente brutta. Ho insegnato storia dell’arte, so bene che lo spazio incide sulla qualità della vita: ebbene, qui lo spazio è organizzato nel modo sbagliato perché si privilegia quello legato al mare, per ragioni economiche, anziché permettere a tutti di ritrovarsi in una piazza reale e non virtuale. Gli errori non si contano: ad esempio, la nuova chiesa della 167 Ovest è costruita davanti al parcheggio di un supermercato. Che resta ai follonichesi? Una città eterogenea, strana, cresciuta male». Come rimediare? «Non sta ai cittadini dare risposte. Bisognerebbe mettere le persone giuste al posto giusto, premiando il merito e la competenza, non il clientelismo. E non subordinare lo sviluppo urbanistico al dio turismo. Devono ancora spiegarci cosa significa turismo qualificato: potenziare il settore oltre un certo limite significherebbe perdere il contatto con la realtà, privilegiare un turismo ricco non sarebbe certo una politica di sinistra, richiamare le masse vorrebbe dire far concorrenza alla Croazia o alla Dalmazia, con alti consumi e problemi di smaltimento dei rifiuti. Un circolo vizioso. Meglio fermarsi, riflettere e capire quale fascia sociale si vuol privilegiare».
Gianluca Domenichelli#
Pubblicità

Con tag Riflessioni

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post