Commento di Minervini
Concordo con i compagni e le compagne che ritengono che la mobilitazione che la CGIL sta mettendo in campo è insufficiente rispetto alla gravità della situazione.
Però su questa questione del TFR e dell'INPS è necessario chiarire alcune cose.
Questi non sono soldi dell'INPS, nè tantomeno soldi dei fondi pensioni gestiti dall'Inps.
Questi sono i soldi del TFR, cioè dei lavoratori che opportunamente non hanno aderito ai fondi pensione, che le imprese con almeno 50 dipendenti versano all'INPS.
L'INPS però, li gestisce per conto dello Stato puramente come servizio di tesoreria, quindi di fatto sono già soldi a disposizione dello Stato.
La cosa grave del trucco di Tremonti è che quello che a tutti gli effetti è un debito dello Stato nei confronti dei lavoratori, viene trasformato in una entrata dello Stato già acquisita. Finanza creativa insomma, anche se ad onor del vero bisogna dire che ci aveva provato anche Padoa Schioppa.
Rispetto al fatto che lo Stato possa utilizzarli (anzi debba utilizzarli) personalmente non ho dubbi. Solo che Tremonti li usa per non alzare le tasse (o magari abbassarle ai più ricchi), Epifani è ancora legato all'idea (già presente nel 2007) che debbano finanziare aziende produttive e infrastrutture (nel 2007 si parlò molto della TAV) noi dovremmo dire che invece devono finanziare diritti sociali e beni comuni, non dimenticando mai che comunque si tratta non di un'entrata fiscale ma di un debito nei confronti dei lavoratori.
Enio Minervini
Pubblicità