Inceneritore / Verità a rate
Il Comitato di inchiesta non ha commesso alcun errore in merito alla presenza o meno dei bruciatori. Scarlino Energia non li aveva presentati in sede
VIA, dato che si trovava a presentare un centrale elettrica e non un inceneritore.
Per chiarezza postiamo il comunicato del Forum Ambientalista Toscano:
Scarlino Energia cita una propria relazione ai fini del rilascio dell' Autorizzazione Integrata Ambientale all'esercizio dell'impianto alimentato a biomasse, in cui viene descritto proprio il bruciatore di emergenza per mantenere al di sopra degli 850° la temperatura del forno.
Premesso che c'è una notevole differenza tra " entrata in funzione in emergenza " ed " entrata in funzione automatica ", ci limitiamo a ricordare sommessamente due cose.
Primo: il Comitato di inchiesta pubblica aveva il compito di valutare soltanto la procedura di Via ed i documenti presentati durante tale procedura e ciò ha fatto !
La procedura Integrata Ambientale a cui fa riferimento Scarlino Energia è successiva alla VIA .
Secondo: nello Studio di Impatto Ambientale presentato da Scarlino Energia nel novembre 2007 così si descrivono i bruciatori ausiliari (p.39):
“ La procedura di avviamento del forno a letto fluidizzato che dura in media 24-32 ore, prevede il riscaldamento iniziale tramite due bruciatori a gasolio a basso tenore di zolfo del forno vuoto sino al raggiungimento di una temperatura di circa 850 °C, seguito dall’alimentazione della sabbia quarzifera necessaria alla costituzione del letto ed infine, ultimata la carica, mantenendo in esercizio il bruciatore di supporto, all’avvio pressoché contemporaneo del flusso di aria comburente e del combustibile. Raggiunte le condizioni di regime viene spento il bruciatore di supporto e il sistema termico si auto sostenta.”
Non vi è alcun cenno , dunque , nè ad un bruciatore di emergenza nè, tantomeno, ad un bruciatore di riserva che entri in funzione automaticamente all'abbassarsi sotto 850° C della temperatura del forno, che viene regolata o sottraendo calore o aumentando il flusso dei rifiuti .
Nemmeno nelle controdeduzioni al lavoro del Comitato si parla di bruciatori di riserva o automatici.
E' quindi evidente che il Comitato, in base alla documentazione prodotta da Scarlino Energia in sede di Via e di Inchiesta pubblica, aveva il preciso dovere di segnalare che non appariva rispettata la prescrizione normativa sulla presenza di un bruciatore che entrasse in funzione in automatico all'abbassarsi della temperatura sotto 850° .
Comprendiamo l’esigenza della Scarlino Energia di dover cercare affannosamente di screditare il lavoro del Comitato d’Inchiesta pubblica ma i limiti, le omissioni e le carenze delle autorizzazioni rilasciate dalla Provincia al progetto sono tante, tali e insormontabili, che non abbiamo dubbi sul fatto che Scarlino Energia non potrà sanarle tutte a posteriori, ammesso e non concesso che la legge lo consenta.
Fedi Renzo
Pres. Coldiretti Follonica
Barocci Roberto Elisabetta Menchetti Daniela Pasini
Forum Ambientalista Toscano
documentazione in sede VIA non c'è traccia di tali impianti.Quindi il
Comitato per l'inchiesta non ha commesso errori.