INCENERITORE - Alla fine faccio solo una domanda

Pubblicato il da Circolo PRC Follonica

RIPORTIAMO SUL BLOG UNA RIFLESSIONE SULLA VICENDA INCENERITORE, SCRITTA DA ALCUNI COMPAGNI, CHE HA FAVORITO UNA CERTA DISCUSSIONE TRA PARTI CONTRAPPOSTE E CHE SPERIAMO FACCIA UN PO' PIù DI CHIAREZZA SULLA QUESTIONE.
ESSENDO UNA RIFLESSIONE, NON PRETENDE DI ESSERE SCIENTIFICAMENTE INOPPUGNABILE, E SE CI SONO OSSERVAZIONI, QUESTIONI DA CHIARIRE O SEGNALARE VI PREGHIAMO DI LASCIARE I VOSTRI COMMENTI.

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Scrivo questo post, un po’ lunghetto, sperando che la tensione ed il tifo da stadio si siano un po' smorzati.
In questi giorni ho letto, dalle retrovie, molti commenti e post, alcuni veramente stizzosi,pieni di collera, tutta giustificata visto che dietro a questa vicenda ci sono persone che rischiano di perdere il lavoro.
Chi segue questa vicenda da anni, si aspettava (o avrebbe dovuto), che saremmo arrivati a scontrarci con la preoccupazione di chi rischia di vedersi polverizzare il posto di lavoro e un progetto di vita tranquillo e sicuro. Fa spavento, ho letto la lettera del lavoratore, toccante e verace e mi sono sentito direttamente coinvolto, nella misura in cui mi riconosco nella sua situazione, perché come lui non sono in grado, ad oggi, di pianificare la mia vita nel lungo periodo.

Al di là di questo, veniamo al punto. Le informazioni e le opinioni fioccano in questi giorni: articoli, link tabelle, grafici, etc.

1 - Ho letto commenti ad una tabella sulle emissioni odierne, dell'impianto di S.E., di ac.cloridrico, HCL, HF, polveri, etc, in cui si vuole affermare che le emissioni, con il CDR, saranno addirittura minori rispetto ad oggi che si bruciano biomasse. Ora, premesso che sarei più interessato a conoscere i PM2,5 i PM10 e le diossine, etc. come si può pensare che cominciando a bruciare materiali plastici, all’interno dei quali ci saranno sicuramente dei clorurati, che le emissioni “rischiose” siano SICURAMENTE inferiori?

2 - Si è criticato l’impianto di Vedelago, affermando che non basterà a soddisfare le necessità della nostra zona perché “tratta solo 35 ton/giorno”….Se si fosse letto in fondo alla pagina si sarebbe scoperto che la prima linea, che tratta i rifiuti industriali-commerciali-ar
tigianali ha potenzialità di 35 ton/dia, mentre la seconda linea, che tratta rifiuti urbani multi materiale, ha potenzialità di 40 mc/ora pari a 6 t/ora. Al di là dei numeri, che in questo caso potrebbero essere fuorvianti, verrebbe da domandarsi come, un impianto che serve 2 province venete per un totale di 1.500.000 abitanti non sia in grado di soddisfare anche solo tutta la provincia di Gr che conta meno di 300mila abitanti. Sono pienamente cosciente che il “rifiuto zero”, nell’immediato, sia un’utopia, ma capisco ancora meno l’incredibile sicurezza di molti nel sostenere che “la raccolta differenziata spinta non esiste, non può funzionare, è inutile”…..gli esempi sono sparsi in tutta italia, europa, paesi civilizzati, mentre da noi “sicuramente non funziona”…bah...quanto ci disprezziamo, o meglio, quanto disprezziamo quello zoccolo duro, molto più numeroso di quanto si pensi, di follonichesi, scarlinesi, gavorranesi, grossetani appartenenti a quella società civile che fa la raccolta differenziata spinta, da molti anni, in casa, rigorosamente, e avrebbe piacere nel constatare che anche le amministrazioni comunali sono dotate della stessa sensibilità.

3 - Ad oggi l’impianto di Scarlino Energia è una centrale elettrica perché brucia biomasse.
E su questo non ci piove.

Perchè brucia biomasse? Gli stessi lavoratori ci vengono incontro dicendo che il fine, per ragioni tecniche, è di “mantenere in marcia l’impianto anche se la mission è quella di bruciare combustibile da rifiuti”.
Ho sentito dire miliardi di volte “il nostro non è un inceneritore ma un impianto tecnologicamente all’avanguardia”.
La legge però non può essere qualitativa, non è che classifica gli impianti in “all’avanguardia” e in “cattivi” e “puzzolenti” "simpatici" e "antipatici", ma li definisce “inceneritore” o “centrale elettrica” in funzione di parametri strutturali e di funzionamento.
Nello specifico, per poter essere un cogeneratore deve soddisfare ai requisiti (citati dalla relazione Rabitti: non vi spaventi il nome di questo facinoroso, ci metto pure i riferimenti di legge):

• efficienza energetica minima secondo la 2008/98/Ce per impianti in funzione dopo il I° gennaio 2009 = 0,65. Efficienza energetica dell'impianto S.E. = 0,47
• efficienza energetica minima richiesta dal DM 5.2.98 per le attività di recupero energetico dei rifiuti = 18,93%. Efficienza energetica dell'impianto di S.E. con l'utilizzo di solo CDR = 19,10 % (SIA)
• quantità di calore massima prodotta dai rifiuti prevista dal DM 5.2.98 nel caso di impiego simultaneo in impianti industriali con combustibili autorizzati = 60%. Quantità di calore prodotta dai rifiuti nel progetto SE= 86,42%

In base a questi dati, dal momento che non risulta una prevalenza della funzione di produzione di energia rispetto allo smaltimento-rifiuti, l'impianto si può qualificare come impianto di incenerimento.
Su questi 3 punti l’impianto di S.E. adempie a uno solo, quello dell’efficienza energetica utilizzando SOLO CDR. Che io sappia però le intenzioni dell’azienda sono di utilizzare una miscela 80% CDR e 20% biomasse, dunque questa efficienza deve essere vista al ribasso (non so di quanto, non sono un luminare della gestione dei rifiuti come molti in questi giorni)

Dunque in base a questi dati, non può essere un cogeneratore bensì un inceneritore. E fino a qui abbiamo capito come chiamarlo.
Tuttavia non basta cambiare la targa sul cancello, un inceneritore per essere tale deve essere provvisto di sistemi di sicurezza come indicate:

La direttiva 2000 / 76 / Ce in materia di incenerimento dei rifiuti recita (art.6 c.3):
3. Gli impianti di incenerimento e di coincenerimento sono dotati di un sistema
automatico per impedire l’introduzione di rifiuti:
a) all’avvio, fino al raggiungimento della temperatura di 850 °C o di 1 100 °C, a
seconda dei casi, oppure la temperatura specificata ai sensi del paragrafo 4;
b) ogniqualvolta la temperatura scenda al di sotto di 850 °C o di 1 100 °C, a
seconda dei casi, oppure della temperatura specificata ai sensi del paragrafo 4;
c) ogniqualvolta le misurazioni continue previste dalla presente direttiva indichinoche uno qualsiasi dei valori limite di emissione è superato a causa del cattivo funzionamento o di un guasto dei dispositivi di depurazione.

“Ciascuna linea di un impianto di incenerimento è dotata di almeno un bruciatore di riserva che entra in funzione automaticamente non appena la temperatura dei gas di combustione, dopo l’ultima immissione di aria di combustione, scende al di sotto di 850 °C o di 1 100 °C, a seconda dei casi”.

Ricordatevi bene questi due elementi: blocco automatico dell’alimentazione e bruciatori ausiliari che si attivano automaticamente quanto la temperatura scende sotto gli 850° (ed è lì che si producono le diossine!)
Nelle settimane scorse, quando venne fuori questa critica strutturale PESANTISSIMA, Scarlino Energia si è affrettata a presentare alla cittadinanza i suoi bruciatori di riserva.
http://sit.comune.follonica.gr.it/rassegna_stampa/articoli/2010/01/20100119_7.57.05.pdf

Ora, qui sta la mia domanda….
Chi di voi legge questa nota pallosissima e magari lavora anche nell’impianto, potrebbe spiegare a noi ignari cittadini PERCHE’ SCARLINO ENERGIA NON LI HA PRESENTATI IN SEDE DI V.I.A.? QUALCUNO E’ IN GRADO DI SPIEGARLO A ME ED A TANTI ALTRI?

PERCHE’ QUESTA, SE SI TRATTA DI UNA DIMENTICANZA, RAPPRESENTA IL COLPO PIU’ DURO CHE SIA MAI STATO INFERTO FINORA AI LAVORATORI STESSI, ED A SCAGLIARLO E’ NON E’ STATO CERTO IL COMITATO DEL NO!

Fa specie pensare che si sia trattato di un amnesia, o una svista, ad essere maliziosi verrebbe da pensare che i bruciatori ausiliari ed il sistema di blocco automatico dell’alimentazione non sono stati presentati per la richiesta di VIA perché si voleva in realtà presentare un inceneritore mascherandolo da centrale elettrica, due concetti che ripeto, sono piuttosto distanti sia a livello strutturale che a livello di controlli.

E con questo concludo.
E concludo ripetendo che personalmente, premesso che non appartengo al Comitato del No, sebbene ne apprezzi e condivida molte battaglie, premesso che nessuno mi paga lo stipendio scrivendo quello che ho scritto, premesso che non mi riconosco nell’equazione contrario all’inceneritore = contro i lavoratori, ribadisco che il lavoro è SACRO, ma lo è anche la salute, e la verità.
Non so che dire al lavoratore che ha scritto quel bellissimo appello, non posso dargli nessun conforto né nessuna risposta. Non lo consolerà, ma posso solo aggiungere che, ahimè non è il solo a fare i conti con la precarietà del lavoro che sfocia in provvisorietà nella visione del futuro. Ce ne sono tanti altri come lui. Ci sono giovani, anche laureati, con lavori precari a 700 euro al mese, ci sono giovani che purtroppo non solo non possono prendere mutui, ma neppure lontanamente pensarlo, ci sono giovani che per lavorare se ne vanno migliaia di chilometri lontani da casa.
Cominciamo tutti a renderci conto, checchè ne dicano i nostri politici, che la nostra generazione vivrà peggio (lo sta già facendo) di quella dei nostri genitori, e che quest’epoca di passaggio sarà dolorosa per tutti, e non ci asserragliamo dentro a visioni ristrette in cui ci preoccupiamo della realtà solo nel momento in cui irrompe prepotentemente in casa nostra.

Un saluto a tutti quanti.
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