Cosa rivela la relazione del Prof.Rabitti sull'inceneritore

Pubblicato il da Circolo PRC Follonica

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Riportiamo in questo post la sintesi sui punti salienti che emergono dalla relazione del Prof. Rabitti sull'inceneritore di Scarlino Energia. Relazione che una volta per tutte allontana ogni dubbio e confuta definitivamente chi continua a sostenere la tesi del "cogeneratore". Ma la questione non è sulla scelta di una parola o di un'altra, ma sulle differenze strutturali e la differente tipologia di rischi che stanno dietro a queste definizioni.

Vi invitiamo a leggere attentamente e a diffondere.

Chi la desidera, può richiederci la relazione intera scrivendoci a

prcfollonica@ouverture.it

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L’Impianto della Scarlino Energia è un inceneritore a tutti gli effetti!

 

Le annose favole che lo definiscono cogeneratore o centrale elettrica, sono appunto, solo fantasia.

 

Perché?

 

l’impianto della ScarlinoEnergia potrebbe essere definito “centrale elettrica” solo quando si trova  a bruciare biomasse (legna, residui legnosi, residui agricoli).

 

Dal momento che si vogliono bruciare rifiuti urbani essicati per l’80%, esso cessa di essere una centrale elettrica per divenire un inceneritore. Ricordiamo che il CDR è un combustibile da rifiuti composto principalmente da plastica e carta risultanti dalla selezione dei rifiuti solidi urbani ed è classificato come rifiuto speciale!

 

Perché non può essere classificato neppure come cogeneratore/coinceneritore, questa definizione rassicurante che da anni ci propinano sapendo di dire il falso?

 

Un coinceneritore, per essere tale,  deve soddisfare i seguenti requisiti:

 

Efficienza Energetica Minima  (2008/98/Ce)= 0,65.

Efficienza energetica dell'impianto di S.E. = 0,47

Efficienza Energetica Minima  (DM 5.2.98) per le attività di recupero energetico dei rifiuti = 18,93%.

Efficienza energetica dell'impianto di S.E., utilizzando

solo CDR = 19,10 % (SIA). 

Quantità di calore massima prodotta dai rifiuti (DM 5.2.98) nel caso di impiego simultaneo in impianti industriali con combustibili autorizzati = 60%.

Quantità di calore prodotta nel progetto di S.E.= 86,42%

Sui tre punti, l’impianto di Scarlino Energia ne soddisfa soltanto uno, SOLO nell’ipotesi in cui l’impianto bruci esclusivamente CDR. Tuttavia le intenzioni manifestate da ScarlinoEnergia sono sempre state quelle di proporre un più rassicurante utilizzo di una miscela di 80% CDR e 20% di biomasse.

L’IMPIANTO DI SCARLINO E’ UN INCENERITORE!

 

Tuttavia, la cosa più grave, che non esitiamo a definire delittuosa, è la seguente:

A definizioni differenti corrispondono caratteristiche differenti, sia strutturali che di controllo.

La  direttiva 2000 / 76 / Ce in materia di incenerimento dei rifiuti recita (art.6 c.3):

Gli impianti di incenerimento e coincenerimento sono dotati di un sistema automatico per impedire l’introduzione di rifiuti:

 

a) all’avvio, fino al raggiungimento della temperatura di 850 °C o di 1 100 °C, a seconda dei casi [ ]:;

b) ogniqualvolta la temperatura scenda al di sotto di 850 °C o di 1 100 °C, a

seconda dei casi [ ];

c) ogniqualvolta le misurazioni continue previste dalla presente direttiva indichino che uno qualsiasi dei valori limite di emissione è superato a causa del cattivo funzionamento o di un guasto dei dispositivi di depurazione.

 

Tutto questo perché? Perché la combustione al di sotto di tali temperature porta alla produzione di diossine, estremamente tossico-nocive per la salute umana

 

Inoltre ciascuna linea di un impianto di incenerimento deve dotarsi di almeno un bruciatore di riserva che entri in funzione automaticamente ogni qualvolta la temperatura dei gas scenda al di sotto di 850 °C o di 1 100 °C, a seconda dei casi

 

Tutto questo non è presente nell’impianto di Scarlino Energia!

Da anni si fa passare per cogeneratore un impianto che in realtà è un inceneritore, ma che non è dotato dei più elementari sistemi di sicurezza, necessari per un inceneritore, onde prevenire la produzione di diossine.

 

Sarebbe come comprare un’automobile: il venditore ci garantisce che con essa potremo viaggiare a 200km/h, ma si dimentica di aggiungere che mancano 2 ruote.

 

Pertanto riteniamo che la provincia debba per lo meno gestire le pratiche di VIA ed AIA come se si trattasse di un inceneritore, e , nel caso che ritenesse interessante per la propria politica dei rifiuti un installazione di questo tipo, dovrebbe comunque verificare o esigere che l’impianto sia  provvisto dei sistemi di sicurezza sopra citati.

....


E Scarlino Energia che cosa risponde?

 

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