Comunicato PRC provinciale
La segreteria provinciale del Partito della Rifondazione Comunista ribadisce la sua netta contrarietà all'inceneritore di Scarlino. Nessuna prescrizione può convincerci della compatibilità ambientale di un impianto che non distrugge i rifiuti, ma li riversa nell'atmosfera sotto forma di sostanze inquinanti. Un impianto privato estraneo alla programmazione pubblica che non produce certo più economie e lavoro di altre metodologie di smaltimento e che fa invece lievitare i costi della tassa sui rifiuti.
I controlli richiesti, più o meno credibili che siano, non fanno che rendere evidente il concreto rischio per i cittadini che vivono nelle aree limitrofe.
A cosa servono analisi epidemiologiche che non fanno che rilevare il danno una volta che questo ha già prodotto i suoi terribili frutti?
C'è un'altra strada per chiudere il ciclo dei rifiuti che può essere percorsa e che mette insieme l'impegno per la diminuzione delle quantità prodotte, l'incremento della raccolta differenziata con metodologie di raccolta “porta a porta” e l'utilizzo di impianti a valle capaci di recuperare le residue materie prime e di trattare a freddo la parte umida residua.
Con l'ultimo atto la Provincia di Grosseto ha evidenziato la propria mancanza di volontà o la propria evidente incapacità di percorrere questa strada, nonostante essa sia già stata positivamente sperimentata in molte altre province italiane, una strada che produce forse meno profitto per i privati, ma più lavoro e meno inquinamento per i cittadini.
La Segreteria