Ci batte il suo cuore

Pubblicato il da Circolo PRC Follonica

La tecnica, par di capire, è questa: se non si può aprire la finestra buttiamo giù il muro. Se non c'è un varco da cui far sgattaiolare fuori dalle aule di giustizia L'Unico Beneficiario delle Leggi allora sfondiamo la parete, smantelliamo il processo per intero. È una tecnica semplice e nella sua primordiale efficacia interessante: come primo effetto produce quello di far rimpiangere la nefandezza immediatamente precedente, sempre di un poco meno aggressiva. Il lodo Alfano, in fondo, si limitava a congelare i processi. Questi tre articoletti concepiti dagli avvocati del premier variamente dislocati fra governo e parlamento i processi li spazzano via. Non tutti, fanno notare Anna Finocchiaro e Giulia Buongiorno, donne di Legge elette in opposti schieramenti: il furto aggravato per esempio non rientra nel processo breve, il disperato che ruba al supermercato avrà un normalissimo processo lungo, Eternit Thyssen Cirio e Parlamat andranno al macero e pazienza per i morti, per gli orfani, per i cittadini finiti sul lastrico. Leggetene una, delle cento storie: quella di Romana Blusotti Pavesi vedova di Mario, operaio Eternit. È la trita parabola del ladro di mele che marcisce in galera: se rubi dieci in prigione, se rubi dieci miliardi a casa. Finalmente l'hanno messa nero su bianco.
Nella foto del giorno Angelino Alfano in primo piano sorride soddisfatto. Berlusconi non c'è, era ad un incontro con Cosentino (concorso in associazione camorristica, l'accusa) che all'uscita ha riferito sorridente: tutto a posto, resto candidato in Campania. Perplessi di lato, nell'istantanea, il costituzionalista Antonio Baldassarre, area centrodestra («un ddl imbarazzante») e il redivivo avvocato Taormina in evidente fase critica («un testo vergognoso e criminale»), qualcosa di grave tra lui e il Beneficiario Unico deve essere successo. L'Associazione nazionale magistrati la definisce una legge «devastante». Dopo Felice Casson e Carlo Federico Grosso oggi Guido Calvi ci spiega perché. La buona notizia è che la rivolta, nell'opposizione, è unanime. Pier Luigi Bersani parla di rischio incostituzionalità, annuncia battaglia a un provvedimento «inaccettabile sul piano morale», presenta con Finocchiaro al Senato una proposta alternativa per avere processi più veloci. Antonio Di Pietro è già pronto a chiedere il referendum. «Si creano nel Paese tensioni di cui non ci sarebbe bisogno», dice in margine Bersani. In effetti.
Tensioni nel Paese. Ieri, anniversario della Bolognina, è stato recapitato per posta prioritaria proprio alla redazione dell'Unità di Bologna un lungo documento strategico firmato da un'associazione terroristica (Nap, Nuclei di azione territoriale, cinque nuclei) che si richiamano a Luca ed Anna Maria Mantini, terroristi dei Nap uccisi fra il ‘74 e il ‘75. L'indirizzo sulla busta è scritto col normografo, il testo si conclude con una celebre frase delle Br. Parla della necessità del ripristino della lotta armata e individua come nemici partiti (di destra e di sinistra) e giornalisti. Il linguaggio è aggiornato a vocaboli e locuzioni di uso recente. La Digos indaga. Vi consiglio di leggere il libro di Benedetta Tobagi, nata nel ‘77, se non l'avete ancora fatto. A tutti noi batte il suo cuore.


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