«Basta sfratti il sabato, la gente resta in strada»

Pubblicato il da Circolo PRC Follonica

Sos dell’Unione inquilini: nel 2010 aumento del 20% delle esecuzioni per morosità

LUCA DAL CANTO

 

 LIVORNO. Il problema della casa è molto serio in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo e le istituzioni ed i partiti politici sembrano trascurarlo. E’ per questo che ieri l’Unione Inquilini di Livorno ha indetto una conferenza stampa denunciando la mancata risposta ad alcune richieste che aveva posto nei mesi scorsi al sindaco. «Abbiamo inviato una lettera al prefetto - spiega Daria Faggi, responsabile dell’Unione - nella quale chiediamo di proporre al governo di emanare un calmiere sugli affitti e, in secondo luogo, di organizzare un tavolo con il sindaco ed il presidente del Tribunale per annullare l’esecuzione degli sfratti il sabato».
 Fino al 1999, infatti, questa avveniva dal lunedì al venerdì; negli ultimi anni, invece, è stato aggiunto il sabato, giorno in cui, denuncia la Faggi, tutti gli uffici di assistenza sono chiusi. «In questo modo si lasciano per strada famiglie con bambini che devono aspettare il lunedì e la riapertura degli uffici. È assurdo che né la destra né la sinistra si preoccupino di questa disfunzione che ha un grave impatto a livello sociale».
 A Livorno la situazione sembra più tragica che in altre città, visto il numero degli sfratti e la loro stretta connessione con la crisi economica ed occupazionale. «Ormai il maggior numero di sfratti è dovuto a morosità che ha tempi di esecuzione molto brevi, anche meno di un anno. Il Comune, con la disponibilità di sole cinque case ogni due mesi, non ce la fa a sostenere il numero di persone sfrattate».
 La morosità a cui si riferisce la Faggi non è dovuta alle negligenze economiche delle famiglie, ma alla perdita di lavoro, alla disoccupazione e all’improvvisa impossibilità di sostenere canoni molto alti. A Livorno le famiglie con casa in affitto sono il 30% e tra queste il 27% hanno un solo reddito con minori a carico ed il 24% è composto da giovani sotto i 35 anni per i quali il canone incide fino al 70% del reddito. Se nel 2009 gli sfratti per morosità erano il 54%, nel 2010 saranno il 78%. «Se il sindaco non ci riceverà entro questa settimana - conclude la Faggi - saremo costretti ad organizzare una manifestazione».

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