Ecuador - Storica vittoria di Rafael Correa

Il 26 Aprile il popolo ecuadoriano ha rieletto Presidente Rafael Correa.
Il leader del Movimiento Alianza País ha ottenuto una vittoria storica ed inedita, dato che dal 1976 nessun candidato aveva mai vinto al primo turno.
“Il socialismo continuerà, ovviamente, ed è per questo che ha votato il popolo dell’Ecuador”, ha dichiarato, aggiungendo: “Quando abbiamo nascosto il nostro orientamento ideologico? Continueremo a rafforzare questa lotta per la giustizia sociale e per la giustizia regionale (...) continueremo la lotta per eliminare ogni forma di sfruttamento nel lavoro, con la nostra condizione socialista: la supremazia del lavoro umano sul capitale”, ha riportato EcoDiario.
Correa ha vinto al primo turno e questo non era mai successo in Ecuador.
Con il rapido conteggio dell’organizzazione non governativa Participación Ciudadana, già poche ore dopo la chiusura dei seggi il 71,5% dei voti situava Correa, del Movimiento Alianza País, al primo posto con il 51,7% mentre Lucio Gutiérrez, del Partido Sociedad Patriótica, aveva il 28,4%.
“Nessuno dubita che la nostra opzione preferenziale è per i più poveri ed è per questo che siamo qui”, ha affermato Correa, terminando con la frase “Hasta la victoria sempre”.
Quali sono le ragioni del suo successo?
Ha fortemente voluto una nuova costituzione, entrata in vigore il primo gennaio 2009 che, tra l’altro, prevede il delitto di etnocidio, ovvero da oggi e’ proibito violare la cultura delle popolazioni indigene.
E’ fortemente radicato nel blocco sociale costituito dai più poveri e dagli esclusi.
Sostiene apertamente che il suo programma e’ socialista, per un nuovo modello di sviluppo incentrato sulla cooperazione tra le persone e non sulla competizione.
In tutte le conferenze, social forum e summit di capi di stato ha sostenuto l’ idea di una moneta unica latino americana per ottenere una maggiore indipendenza economica dagli Stati Uniti.
Dal 2006 ad oggi ha realizzato importanti programmi a favore dei settori popolari soprattutto nella scuola, nella salute e nella lotta alla povertà.
E’ stata concessa la gratuità dei servizi sanitari, aumentando le spese pubbliche di otto volte in un solo anno. Le compagnie petrolifere sono state costrette a pagare maggiori imposte ed è stato negato il rinnovo della concessione della base militare di Manta al governo degli Stati Uniti.