"Bloody Sunday, strage ingiustificata"

Pubblicato il da Circolo PRC Follonica

 

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Il rapporto inglese sul massacro
del '72. Cameron chiede scusa.
I parenti: "Stabilita l'innocenza"
LONDRA
«Ingiustificato e ingiustificabile»: così il primo ministro britannico David Cameron ha definito oggi quanto accaduto durante la strage di Bloody Sunday il 20 gennaio del 1972, quando una squadra di paracadutisti sparò su una manifestazione cattolica a Londonderry facendo 14 vittime.

Il premier ha commentato in Parlamento le conclusioni del rapporto Saville, ordinato nel 1998 dal suo predecessore Tony Blair e portato a termine solo oggi, 12 anni dopo e al costo di 195 milioni di sterline, quasi 235 milioni di euro. Qualunque il prezzo e per quanto lunga l’attesa, l’inchiesta di Lord Saville of Newdigate afferma finalmente in maniera ufficiale quanto i parenti delle vittime, delle quali molte erano soltanto degli adolescenti, hanno sempre desiderato che venisse detto: i civili che morirono quel giorno erano tutti innocenti, non erano armati e non rappresentavano alcuna minaccia per i soldati, che invece persero il controllo e si misero a sparare senza mettere in guardia.

Tra i punti salienti del rapporto si afferma infatti che: i militari intervennero seguendo un ordine sbagliato, il primo colpo ad essere sparato fu da parte dell’esercito, non dei manifestanti e che alcuni di coloro che furono colpiti dai militari stavano chiaramente fuggendo o aiutando altri feriti. Sebbene i paramilitari repubblicani avessero sparato qualche colpo, le loro azioni, si legge nell’inchiesta, non sarebbero sufficienti a giustificare la reazione dei soldati. Martin McGuinness, oggi vice primo ministro dell’Irlanda del Nord e allora militante repubblicano, era probabilmente armato con una mitragliatrice ma, conclude Lord Saville, non fu il suo comportamento a spingere i soldati ad aprire il fuoco. In un’altra vittoria per i famigliari delle vittime, il rapporto afferma che alcuni soldati avrebbero fornito ricostruzioni errate degli eventi: la prima inchiesta sull’accaduto, conclusasi nell’aprile dello stesso anno e condotta da Lord Widgery, scagionò i militari puntando invece il dito contro i manifestanti, accusandoli di aver attaccato i soldati e di essere stati armati.

La comunità cattolica reagì molto male a quell’inchiesta accusando il governo di Londra di voler coprire gli errori dei militari e chiedendo l’avvio di una nuova inchiesta indipendente. Le loro richieste vennero esaudite solo 16 anni dopo dal nuovo governo laburista di Blair, che certo non avrebbe mai potuto immaginare che l’inchiesta aperta allora e chiusa oggi sarebbe stata così lunga e costosa. Per molti però, ne è valsa la pena: le migliaia di persone che oggi sono accorse alla Guidhall di Londonderry per sentire le conclusioni del rapporto e il premier Cameron chiedere scusa per gli errori commessi da militari e governo del Regno, ne sono la prova. Finalmente un po' di pace dunque per i parenti delle vittime nel sapere che da oggi la verità ufficiale concorda con ciò che loro già sapevano: i loro cari, uccisi 28 anni fa nella strage di Bloody Sunday, erano tutti innocenti. I familiari si sono succeduti su un palco per ricordare gli scomparsi e, finalmente, dire senza vergogna nè dubbi: «Erano innocenti».
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