Le elezioni, la Sinistra (dis)unita e Noi Giovani di Rifondazione Follonica
C’è una domanda che i follonichesi ci rivolgono spesso: "Perchè voi di Sinistra siete così litigiosi, mentre a Destra stanno tutti sull’attenti agli ordini del padrone?".
Questo, per noi giovani di Rifondazione, tra i 20 e i 30 anni, è motivo di enorme frustrazione.
Perché la divisione non l’abbiamo né cercata né creata, e non solo ne subiamo le conseguenze, ma la vediamo rigenerarsi continuamente, nel nazionale come nel locale, arrivando ai livelli davvero meschini.
Il Cantiere ha lavorato duro per quasi tre anni, grazie a chi ha investito tempo, passione, risorse, per organizzare e METTERE LA FACCIA su ciò che gli stava a cuore.
Un progetto imperfetto ma perfettibile, imploso in poche ore, dopo la dichiarazione ai giornali del Segretario provinciale dei Comunisti Italiani (PDCI).
Per noi “ingenui giovani rifondaroli” questa vicenda rappresenta l’iniziazione al tradizionale Masochismo Sinistrorso, con sfumature che sanno di grottesco. Perché il segretario PDCI non è stato mai visto al Cantiere, ai cortei, figurarsi alla Festa della Sinistra. Molti di noi neppure sanno che faccia abbia. Nonostante questo, si è preso la libertà di annichilire il lavoro di anni, svolto da volenterosi compagni a lui sconosciuti.
Siamo sempre disponibili al dialogo: Volontariato, Comitati, Collettivi, PDCI, SD, esponenti del gruppo misto disgustati dal Comitato di affari in cui si è trasformato il PD.
Mimmo Fiorani si è offerto per due volte di farsi da parte in favore di un candidato di equilibrio, al contrario di altri che si sono permessi di imporre da subito aut aut sui nomi.
E, puntualmente, tutti, si sono tirati indietro quando era necessaria una convergenza, o, peggio ancora, nell’interesse di negoziare qualche poltrona dalla Maggioranza.
Appare ora sulla scena l’ennesimo grumo della Sinistra, il cui nome, casualmente, ricorda la SINISTRA FOLLONICHESE, già Cantiere, sebbene quasi nessuno al suo interno ne abbia fatto parte, come quei politici che già bussarono alla nostra porta spalancata, ma che puntualmente si tirarono indietro al momento di dimostrare una certa coerenza.
Alla nostra età, sinceramente, questo tipo di politica non ci appassiona affatto. E siamo sicuri, lo crediate o meno, che non ci interesserà neanche in futuro.
E’ sforzandosi d’essere un po’ migliori dei nostri genitori, dei nostri nonni, dei nostri attuali politicanti, che si compie, a prescindere da credi e ideologie, un gesto rivoluzionario.
Nonostante tutto ne vediamo di compagni e avversari che stimiamo e rispettiamo: chiunque si senta libero, desideri informarsi e informare, mettersi in discussione. Abbia il coraggio di ammettere i propri errori.
Ma le solite facce questo non lo fanno mai.
Facce che nascondo persone anche rispettabili, ma che si alleano con lo stesso partito da cui si erano (o erano stati) allontanati. Per giunta, stavolta, a condizioni peggiori: relegati a LISTA CIVETTA guidata dall’ennesimo opportunista la cui prospettiva non va oltre il perimetro della propria scrivania.
Persone a galla sulla vuotezza di sempre, la retorica sterile, gli stessi errori ripetuti fino alla nausea, nell’illusione che la ragione sia SICURAMENTE dalla loro parte.
Ci rivolgiamo a voi, Signori della Sinistra Disunita: riuscite a rendervi conto che dopo 30anni di militanza siete ancora soli? Che siete riusciti a farvi terra bruciata attorno, che non avete appassionato un solo giovane. Che non avete spostato di un millimetro la vostra capacità di coinvolgere, appassionare, condividere. Vi sentite davvero gli unici custodi di una missione così fondamentale? Ebbene, se così fosse, c’era bisogno dell’ennesima scatola vuota che avete pure il coraggio di chiamare Partito?
L’assurdità è che questo nasce dalla vostra convinzione di perseguire “l’unità della Sinistra”.
E intanto fuori dalle vostre case rispettabili, chiuse a doppia mandata, la città si svuota, i vostri figli vanno a vivere fuori o stanno per farlo, perché qui non c’è lavoro, o peggio, NON C’E’ VITA.
Ma è di nuovo colpa degli Altri: Rifondazione, Grande Fratello, i Giovani, il Nano, i Cellulari, mentre voi, SICURAMENTE avete ragione da vendere.
E si continua a sbagliare, lanciati contro un Mondo sempre più fragile e complesso, con le stesse armi spuntate di 30 anni fa. Ed una politica impreparata, è una politica che produce Mostri.Ed i Mostri già ci sono: palazzi vuoti, strade vuote, la desolazione texana di un paese che non offre NULLA che già non possa offrire la televisione. Un paese sotto tonnellate di cemento, ignoranza, psicofarmaci, e cocaina.
E si continua a ferire a colpi di grandi opere, lottizzazioni sensazionali. E la desolazione ci entra dentro, così in profondità da non riuscire più a distinguerla, fino a rassegnarsi e ritenere normale chiudersi in casa sei giorni su sette, e uscire di sabato per asserragliarsi in qualche buco a bere.
Noi Giovani Comunisti di Rifondazione ci dichiariamo antirazzisti, antifascisti, per un lavoro dignitoso, per il coinvolgimento e la responsabilizzazione della cittadinanza, per la lotta ai privilegi e una società meno in salotto e più in strada, a decidere dei propri spazi.
Rifondazione è uno dei pochi luoghi, dove ancora si parla di Diritti, di Sicurezza, quella vera, fatta di un lavoro sicuro a condizioni sicure, di assistenza medica e scuole dignitose, di Decrescita, Ambiente, di Progresso senza Questo Sviluppo.
Rifondazione è sempre stato, e rimane, un luogo dove a far politica sono i giovani, senza bisogno di pretendere un posto da assicuratore.
Eppure “Quelli di Rìfonda sono radicali, estremisti, massimalisti”.
Estremista per noi è costruire seconde case in una città con novemila appartamenti vuoti, che non ha mai voluto risolvere l’emergenza abitativa. Estremista è permettere che si continui, con l’alibi del turismo, a distribuire ricchezza alla solita ristretta cerchia di persone, chiudendo un occhio su lavoro nero, abusivismo ed evasione e frenando il progresso ed il benessere di tutti.
Massimalista è il vostro modo di dire a NOI che siamo coerenti.
Al Segretario provinciale dei Comunisti Italiani diciamo grazie, di cuore, per averci insegnato lo squallore della politica fine a sé stessa, la politica-mestiere e non servizio, la differenza tra ciò che si pensa e ciò che si dice, la brutalità di mandare allo sbaraglio i propri compagni, per poi scavalcarli come se niente fosse.
Quello della Sinistra divisa è un luogo comune sempre più traballante, tenuto assieme da mediocri signorotti tutti tra queste fila, perché a Destra, da sempre, ci si limita a fare l’eco alla voce del padrone.
La Sinistra è già unita, ed è quella nelle strade, nelle piazze, nei cortei, che lavora a fianco dei comitati cittadini.
Li abbiamo visti tutti, i nostri prossimi avversari “a Sinistra”, non si sono persi neppure una delle nostre iniziative. E li ringraziamo per questo, sono e saranno i benvenuti.
Noi alle loro non siamo mai andati, non perché non invitati, neppure perché estremisti, semplicemente perché non le hanno mai fatte.