Per Gino e Alfredo
RACCOLTA FIRME PER UNA VIA DI FOLLONICA
DEDICATA A GINO SPAGNESI ED UNA AD ALFREDO BOSCHI.
Marzo – aprile 2009
Follonica deve ancora onorare i debiti importanti che ha verso alcuni suoi cittadini che si prodigarono per il suo riscatto e per l’emancipazione degli uomini e delle donne che qui si guadagnavano faticosamente la vita – nelle fonderie, nella fabbrica di pipe, nei sugherifici, al porto, a tagliare e carbonizzare le macchie – o che caddero durante la lotta di liberazione dalla dittatura fascista.
Oltre a rendere adeguato omaggio ai partigiani, che sacrificarono le loro giovani vite al Morticino, in Pian d’Alma, a Poggio all’Olivo e altrove, la città dovrebbe ricordare nella toponomastica stradale due tra le figure più ragguardevoli che abbiano vissuto qui: Ottorino Gino Spagnesi e Alfredo Boschi.
Militante socialista, collaboratore de «L’avvenire» di Pistoia, de «La fiamma» di Piombino, de «Il risveglio» di Grosseto e di altri giornali, Spagnesi spese le proprie energie per difendere i lavoratori e per creare le prime leghe e camere del lavoro, per lo sviluppo di Follonica, allora frazione di Massa Marittima, impegnandosi, insieme a Gio. Batta Santini, Alfredo Boschi e altri, perché diventasse Comune autonomo. Segretario provinciale del P.S.I. dopo la prima guerra mondiale, ebbe l’abitazione invasa dai fascisti, che tutto distrussero e bruciarono. Costretto a abbandonare Follonica, continuò la sua battaglia di libertà a Roma e a Perugia, dove subì altre persecuzioni dalla dittatura mussoliniana.
Segretario della Federazione giovanile socialista provinciale, collaboratore dell«Avanguardia» socialista di Roma, de «Il risveglio» di Grosseto, de «L’ordine nuovo» di Torino e de «L’unità» di Roma, Boschi fu sempre a fianco dei lavoratori, a Massa Marittima, a Follonica, a Torino, in Francia. Primo segretario comunista a Follonica nel 1921, venne colpito dai bandi fascisti e costretto a lasciare Follonica, dopo che gli squadristi avevano invaso la sua abitazione.e lo avevano minacciato di morte. Operaio alla Fiat di Torino, eletto nel 1924 presidente della Mutua dai lavoratori della Fiat, fu assegnato al confino dai fascisti alla fine del 1926. Emigrato clandestinamente in Francia, fu sempre molto attivo nella lotta antifascista e prese parte alla Resistenza francese.
Noi chiediamo che Follonica, a parziale risarcimento dei torti e delle sofferenze che qui furono inflitte in tempi orribili a Ottorino Gino Spagnesi e a Alfredo Boschi, dia i loro nomi a due delle sue strade.
Per aderire alla iniziativa e dare la propria firma scrivete a
prcfollonica@ouverture.it