Thursday 4 november 2010
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La TIEMME SpA – nuova società del trasporto pubblico locale - è riuscita negli ultimi giorni nell’impresa che Sacconi e Marchionne non
si sognano nemmeno: quella di mettere d’accordo tutti i sindacati del TPL – ma proprio tutti – sull’assoluta inadeguatezza delle proposte fatte dal Consiglio di Amministrazione dell’azienda per
l’armonizzazione degli istituti contrattuali di secondo livello delle società madri (LFI Arezzo– TRAIN Siena– RAMA Grosseto – ATM Piombino) per il trattamento degli eventuali inidonei alla guida,
per i blocchi del turn-over (molto grave per gli autisti) ecc. ecc. Ma siccome non vogliamo sottrarre il “lavoro” ai sindacati – che in questo caso è vivaddio portato avanti all’unisono, noi ci
soffermiamo su alcune – diciamo così – anomalie di sistema.
1. La Governance della TIEMME prevede un CdA di quattro componenti: il Presidente (a rotazione fra i presidenti di TRAIN-LFI-RAMA) due
rappresentanti delle altre società ed il vice-presidente sempre dell’ATM. Siccome le 4 aziende originarie rimangono in piedi, con un costo annuo rispettivamente di € 71.000 minimo per i
consiglieri di TRAIN (Presidente 45.000 € anno) di € 102.479 per quelli di LFI (Presidente 41.245 € anno) di € 44.600 per la RAMA (Presidente 26.000 € anno) e di € 30.793 + 300 a seduta per i due
consiglieri dell’ATM (Presidente 30.793 € anno) la domanda di Lubrano risorge spontanea: Il “primo” Presidente di TIEMME, cioè quello della TRAIN, percepisce solo l’indennità della casa
madre oppure c’è qualche aggiunta tanto per arrotondare? E per gli altri 3 consiglieri di TIEMME che sono sempre presidenti di LFI-RAMA-ATM?
2. Il “primo” Direttore Generale di TIEMME è l’Ing. Piero Sassoli, che è anche Direttore Generale di TRAIN e della LFI. In questo caso lo stipendio che fa…si moltiplica per 3? Da qualche
parte abbiamo pure letto – ciliegina sulla torta – che l’ingegnere si piglia anche 10.000 annue come consigliere di amministrazione di LFI, sarà mica vero?
3. Anche le varie “prime” figure dirigenziali della TIEMME, si stanno mica moltiplicando rispetto alle società madri…sull’esempio della moltiplicazione dei pani e dei pesci del Miracolo di
Gesù? Anche se qui c’è una sostanziale differenza: Egli lo fece per la moltitudine che lo seguiva, qui ognuno fa per sé…
In conclusione, i miracoli della Newco TIEMME sono molti: non vorremmo che gli unici a non partecipare al banchetto – anzi a vedersi sottrarre
qualcosa - fossero i soliti noti, ossia i lavoratori che sono proprio coloro che permettono ai cittadini toscani di spostarsi sui mezzi pubblici…
I Segretari di Rifondazione Comunista delle Federazioni Provinciali di
Arezzo – Grosseto – Siena - Piombino
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Monday 30 august 2010
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16:11
Per dovere di cronaca, riportiamo un artico apparso quest'oggi su 0566news.it
I processi partecipativi non sono certo il piatto forte
dell’attuale amministrazione comunale follonichese.
Chi avrebbe dovuto, in questo caso, essere ascoltato dall’amministrazione?
La maggior parte della popolazione della 167, rappresentata da me, attraverso la raccolta delle firme, non e’ stata assolutamente interpellata, anche se avrebbe potuto portare
argomenti a favore della nostra tesi molto interessanti, come per esempio, un progetto gia’ tecnicamente pronto, la disponibilita’ dei locali ubicati in un ottima posizione ed ad un costo
contenuto per il Comune perche’ gia’ proprietario di una parte condominiale, nonche’ la rivalorizzazione di un centro commerciale trascurato e al cui interno si trova un centro anziani.
La farmacia S. Raffaele che e’ la piu’ interessata alla questione perche’ se dovesse prevalere la scelta vicina all’ASL le sara’ tolto parte del suo attuale territorio, non e’ stata
contattata dall’amministrazione.
E allora chi prende parte al processo partecipativo?
Sono forse le dinastie (perche’ ormai questo sono diventate) che nel PD gestiscono da anni la citta’ di Follonica a loro piacimento , che stanno prendendo questa decisione?
Noi, che come semplici cittadini abbiamo raccolto nel maggio scorso 2000 firme in soli tre giorni, vorremmo almeno sapere chi c’e’ dietro a tutto questo e perche’ siamo stati messi nella
condizione di avere pochissimo tempo legale per un processo realmente partecipativo che potrebbe cambiare la vita di molti anziani che abitano in palazzoni lasciati senza servizi
come fossero cattedrali nel deserto.
Mettetevi una volta nei panni di chi ha 75 anni e magari non puo’ piu’ guidare e deve percorrere qualche chilometro a piedi attraversando un sottopasso per potersi procurare dei farmaci
necessari.
Il Sindaco, con cui ho intrattenuto una conversazione telefonica, mi ha assicurato che non e’ stato l’assessore Pecorini a spingere perche’ la farmacia venga fatta vicino
all’ASL.
Dal canto suo neanche l’assessore Barbara Pinzuti, con la quale mi sono invece confrontato di persona, si e’ presa questa responsabilita’.
Allora chi e’ che sta decidendo?
Non nascondetevi dietro il dito della “decisione comune e condivisa”.
Condivisa da chi?
Di certo non dalla popolazione o perlomeno dai 3500 abitanti del quartiere!
Noi vogliamo il nome, nell’amministrazione e anche all’interno del PD, che si prendera’ la responsabilita’ di questa decisione, in modo da poterlo ringraziare, almeno politicamente, nelle
prossime tornate elettorali.
Dott. Riccardo D’Ambra
Promotore raccolta firme per la farmacia alla 167 ovest
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