Tre proposte contro l'incenerimento dei rifiuti

Pubblicato il da Circolo PRC Follonica



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Le proposte che troverete in questo documento, redatte da Rifondazione Follonica,  riguardano piccole iniziative, a costo ridottissimo, che il Comune di Follonica potrà adottare per produrre effetti positivi in materia di risparmio, riduzione dei rifiuti (soprattutto a monte), e benessere sociale in generale.

Piccole proposte, tenuto conto che il Comune di Follonica da qualche mese ha aderito alla rete dei Comuni Virtuosi, e dunque, per fortuna purtroppo è stato tolto un po’ di lavoro alle forze di opposizione, in merito alle azioni propositive.

Quella dei comuni virtuosi è una risorsa da cui attingere, e non solo una medaglia da ostentare, dunque speriamo il Comune attinga ampiamente e quanto prima al serbatoio di conoscenze dei ComuniVirtuosi, e per quanto ci riguarda saremo sempre pronti  a dare una mano e allo stesso tempo a denunciare le negligenze.

Rifondazione follonica vuole portare avanti le seguenti proposte, e ci tiene a far presente che queste  nascono e si inseriscono perfettamente anche in prospettiva, anche quando cioè il comune passerà dalla tassa per i rifiuti alla TARIFFA per i rifiuti (TIA), costituita da una quota fissa ed una variabile, quest’ultima proporzionale  alla sensibilità al riciclo del cittadino.

Proposte che questa volta non incideranno sullo spirito di sacrificio ed il senso civico della cittadinanza, come ad esempio è stato per il doveroso passaggio alla raccolta porta a porta, ma che andranno ad interessare esclusivamente la grande distribuzione e la pubblica amministrazione, onde affinare certi dispositivi e portare ad una significativa riduzione degli sprechi.

 

 

HAPPY HOUR DELLA SPESA

Rifondazione Comunista Follonica, confidando nella sensibilità dell’amministrazione comunale affinchè amplifichi la nostra proposta, si rivolge alla grande Distribuzione cittadina esortando i manager nostrani ad introdurre l’happy hour della spesa, iniziativa di cui già da tempo il partito discute all’interno del proprio blog (http://tinyurl.com/nthdl2 ), che è già una realtà felice in molti supermercati di città  e cittadine anche più piccole della nostra.

In questo modo, istituendo un “ora felice” a fine giornata, in genere dopo le 18, si possono offrire, a prezzi scontati, prodotti alimentari in eccedenza ancora in perfette condizioni, che altrimenti finirebbero per essere gettati il giorno seguente.

Chi lavora nella Grande Distribuzione ha ben chiara l’idea dell’immensa quantità di cibo che si butta via ogni giorno: rosticceria, pasticceria fresca, pesce, panetteria, etc.

L’happy hour della spesa porterebbe giovamento, sia alla Grande Distribuzione che, producendo un margine di profitto su alimenti che altrimenti finirebbero nel cassonetto, sia alla consistente fetta della nostra cittadinanza che ha seri problemi a far quadrare il bilancio familiare.

Perché la crisi sarà solo psicologica, ma la fame è reale.

Cibo che non arriverebbe a fine giornata per chi fa fatica ad arrivare a fine mese.

 

 

 

RECUPERO VUOTI IN VETRO

La proposta riguarda, nell’ottica della riduzione a monte dei rifiuti, il recupero dei vuoti, tramite il meccanismo del pagamento di una cauzione al momento dell’acquisto, delle bevande in contenitori in vetro.

In Europa simili dispositivi legislativi e logistici sono attivi e funzionanti da anni (Olanda, Germania, Finlandia). In Italia, la patria della disorganizzazione, in cui la politica della gestione rifiuti è tuttora condizionata dalla lobby degli imballaggi, è ancora utopia.

Per realizzare questo è necessario che l’amministrazione comunale organizzi un tavolo a cui prendano parte la grande e piccola distribuzione, e i distributori locali di bevande.

Questa proposta coinvolgerebbe hotel, ristoranti, caffè,e tutto il circuito di esercenti coinvolto nella distribuzione di bevande fuori casa.

Anche in questo caso, c’è molto poco da inventare, è sufficiente replicare esperienze come quella del “Vetro indietro” realizzata nel trevigiano, che ha coinvolto Italgrob – Federazione Italiana Grossisti Distributori Bevande – e Fipe-Confcommercio – Federazione Italiana Pubblici Esercizi e Sanpellegrino, Peroni e Pago – Savno, Servizi Ambientali Veneto Nord Orientale.

 

Come funziona?

Si comincia dal vetro, poi si potrà estendere anche alle lattine.

Ad ogni contenitore è associata una cauzione, ed un “gettone” che la rappresenta.

Ad ogni acquisto, viene pagata la cauzione, 20-40 cent per bottiglia, strettamente collegata al gettone che viene rilasciato.

Tale gettone, che sarà riconsegnato necessariamente assieme al vuoto, prevede la restituzione dell’importo, in genere sottoforma di credito sull’acquisto successivo o tramite la restituzione dell’importo in moneta.

La cauzione che il cliente deve pagare per la bottiglia non rappresenta nessun costo, dato che viene restituita al momento della resa della bottiglia vuota. Allo stesso tempo l’esercente andrà a pagare una cauzione per le casse acquistate, che verrà restituita dal distributore al momento dello scambio dei vuoti.

I supermercati si dovranno dotare di punti di restituzione per facilitare l’operazione. Qualora questi non siano presenti, specie per i piccoli esercizi commerciali, il cliente potrà restituire i vuoti alla cassa.

 

  • Per quanto riguarda l’Amministrazione Comunale, nell’ottica del meccanismo dell’acquisto verde (tipologia di acquisto operata in modo da favorire l’affermazione nel mercato e la diffusione nel territorio di determinati prodotti a bassa impronta ecologica) potrebbe spingere verso l’acquisto di marche di bevande (per le mense scolastiche, gli uffici, etc.) sia in vetro che in plastica dura (come ad esempio se ne vedono in Germania), che prevedano la restituzione del vuoto ed il suo riutilizzo in fabbrica. In questo modo, utilizzando le semplici regole del Mercato, l’amministrazione comunale (che è un soggetto di prim’ordine in quanto ad acquisti e consumi) contribuirebbe all’affermazione e alla diffusione nel territorio di tipologie di prodotti a bassa impronta ecologia.

 

 

 

 

 

LAST MINUTE MARKET

Già da alcuni mesi abbiamo proposto sul nostro sito l’idea del Last Minute Market per ridurre i rifiuti, recuperare beni alimentari invenduti ma ancora utilizzabili, e migliorare il benessere sociale e la qualità della vita di tutti

Per comprendere meglio la nostra proposta vi chiediamo di leggere attentamente il funzionamento del LasT Minute Market. Potrete trovare sufficienti informazioni al link del nostro sito:

http://tinyurl.com/y85m4q8

sia al sito della LMM di Bologna

http://www.lastminutemarket.org/

 

Le colonne portanti dell’iniziativa LMM sono costituite da due leggi fondamentali:

  • Legge del Buon Samaritano dell’11 giugno del 2003. Con un solo articolo legislativo tonnellate di prodotti alimentari ancora commestibili, possono essere ritirati e distribuiti dalle associazioni no profit ai bisognosi.  In pratica tutti gli enti (associazioni onlus, etc.) che effettuano distribuzione gratuita di prodotti alimentari a persone indigenti vengono equiparati al consumatore finale. Ciò solleva completamente le imprese di ristorazione, e tutti gli altri potenziali donatori, dalle responsabilità sulla conservazione, sul trasporto, sul deposito e sull’utilizzo degli alimenti.

In buona sostanza, l’associazione che distribuisce i beni alimentari tramite il LMM, si sostiene tramite il recupero dell’IVA, da parte della Grande Distribuzione, sul costo dei prodotti donati da parte degli esercizi commerciali (soprattutto supermercati).

Questo tuttavia è un margine troppo ridotto, e laddove vige la tariffa TIA sulla nettezza urbana (che si basa sul concetto che PIU’ SPORCA PIU’ paga) la grande distribuzione dirotta il risparmio ottenuto grazie alla donazione dei prodotti e la relativa riduzione del volume di immondizia prodotta, alla cooperativa LMM.

La proposta che facciamo noi di Rifondazione, per la realtà Follonichese, è che il comune, in attesa dell’adozione della TIA, disponga di facilitazioni fiscali forfettarie sulla tassa del pattume, da stabilire, a quegli esercizi commerciali diposti a donare i prodotti alimentari e che possano dimostrare trasparentemente i quantitativi salvati dalla discarica e l’incenerimento. Il Comune di Ferrara, ad esempio, ha disposto uno sconto del 30% sulla tassa del pattume a chi dona alimenti alle associazioni di volontariato.

Grazie a queste misure, le realtà dell’associazionismo follonichese saranno stimolate e troveranno il terreno adatto per poter iniziare un’attività del genere, per la quale noi come partito saremo disponibili a fornire documentazione, idee, conoscenze, etc..


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