Magliette "io sono un commerciante" - ospitiamo il comunicato C.S.I.A.M
Di fronte a quanto apparso sulla stampa oggi (magliette "IO SONO UN COMMERCIANTE" da assegnare ai venditori ambulanti autorizzati) non possiamo che essere sgomenti. L'animo di chi se ne stà comodamente seduto su una sdraio od un lettino sotto al suo ombrellone oppure con i piedi a fresco sul bagnoasciuga può mai essere turbato da chi chiede di poter vendere qualcosa?
Oppure sarebbe più giusto chiedersi il perchè alcuni ragazzi sono costretti ad abbandonare le loro famiglie ed i loro affetti per riuscire a spedire a casa qualche spicciolo in fondo al mese.
L'esperienza del Veliero ci ha insegnato che, tra chi tenta di sopravvivere vendendo un accendino od un pacchetto di fazzoletti, si nascondono filosofi, pittori, insegnanti e che solamente la situazione di miseria e degrado (prevalentemente dovuta a guerre civili) presente nei loro paesi di origine li ha portati a solcare il mare con le carrette della disperazione od a conoscere le carceri di paesi come la Libia. Nessun terrorista, così come paventato allora da chi, forse, proprio oggi fomenta certe situazioni: gli accertamenti all'epoca eseguiti dalle forze dell'ordine lo hanno ampiamente dimostrato.
Ricordiamo l'approccio positivo di Prefettura e Questura di Grosseto, dei quali apprezzammo totalmente il modo di porsi di fronte a quei ragazzi. Ci piacerebbe che anche a Follonica e dintorni, l'approccio fosse quello di comprendere determinate situazioni e non di reprimere; perchè la repressione in sè per sè non porta a soluzioni concrete, ma solamente ad un escalation esponenziale di atti discutibili. Ma davvero chi compra una maglietta "griffata" da un venditore ambulante è truffato? Ovvio che no: tutti sappiamo che quella maglietta non è originale. Semmai il problema è che una maglietta originale costa quanto qualche giornata di lavoro in fabbrica ! E' lo stato sociale che deve modificarsi e dare delle risposte a chi non riesce a vivere.
Chiediamo quindi che si avvii un progetto chiaro, condiviso e "giusto" che si basi su fattori di rispetto, umanità e condivisione delle problematiche di chi fugge da situazioni disperate, lasciando da parte egoismo e guerra tra poveri che stanno distruggendo il mondo in cui viviamo. Ma forse è proprio questo che qualcuno vuole: la guerra tra poveri. Noi non ci stiamo e ci batteremo affinchè questi messaggi siano annullati dalla solidarietà internazionalista che da 25 anni portiamo avanti. Ci batteremo sempre contro lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo.
Come giustamente riportato nell'articolo, in estate la città del Golfo si riempe di venditori stranieri. 25 magliette possono essere la soluzione? Chiediamo che venga concesso ad altri quello che è stato concesso a chi ha abbandonato lo stato italiano nei primi anni del secolo scorso: giustizia, riconoscimento dei diritti e libertà di vivere. Non di sopravvivere.
Queste tematiche saranno oggetto di discussione con diverse realtà con le quali abbiamo già avuto i primi contatti: speriamo che anche il Sindaco di Follonica, che ricordiamo emozionata e felice di intervenire alla cena svoltasi a "I 3 Saggi" in occasione della nascita dell'associazione dei rappresentanti del Corno d'Africa, accetti un confronto sano, privo di ideologismi e preconcetti e che porti ad una soluzione che non "identifichi e selezioni" ma che invece riconosca "uguali" gli esseri umani.
Gianluca Quaglierini per il Centro di Solidarietà Internazionalista Alta Maremma