La dichiarazione di Paolo Gianardi sul nuovo ippodromo
Nel giugno 2006, insieme all'altro assessore di Rifondazione comunista, Fabio Elmini, fui cacciato dalla Giunta Saragosa (Ds, poi Pd) per la nostra netta opposizione alla speculazione immobiliare connessa alla costruzione del nuovo ippodromo. Tale speculazione era stata favorita dai famosi sconti sugli oneri di edificazione, a suo tempo determinati nella misura minima consentita dall'allora Giunta Bonifazi, la quale registrò per questo una spaccatura nel gruppo consiliare di maggioranza. La gestione amministrativa di favore nei confronti di Follonica corse cavalli e Consorzio Etruria continuarono, consentendo loro nei fatti di cedere le foresterie a chiunque diventasse socio della Club House, anche se non possedeva neppure un cavallo a dondolo, come ebbe a dichiarare alla stampa un acquirente. In stile non troppo vagamente berlusconiano, la magistratura dichiarò che sì, c'era puzza di abuso d'ufficio (reato tipico di amministratori e funzionari pubblici che favoriscano illecitamente qualcuno), ma che la cosa era già caduta in prescrizione... Si arrivò al paradosso-politico amministrativo che nel 2008 un'ulteriore proroga fu concessa ai beneamati Fcc e Consorzio Etruria mediante un semplice provvediimento dirigenziale, senza neppure passare dal Consiglio comunale, com'era invece avvenuto nel 2006. Oggi si continua a correre in soccorso dei soliti noti, in ossequio a un'operazione speculativa che stabilisce una pericolosa testa di ponte per ulteriori cementificazioni oltre l'Aurelia. Cosa di cui il Pd non si vergogna e il Pdl è contento, in coerenza con la vocazione asfalto e cemento che così spesso li accomuna. Al contrario, tra le osservazioni al nuovo Regolamento urbanistico depositate da Rifondazione, ce ne sono alcune che si prefiggono appunto di arginare ulteriori appetiti speculativi in quell'area, per contrastare il partito trasversale del cemento disabitato che ha già fin troppo danneggiato il territorio di Follonica.
da www.0564news.it