Il caso IPPODROMO è ancora attuale
Prendiamo atto che Turini (Pdl) meritoriamente ripropone la questione ippodromo. Per esserci opposti a tale speculazione immobiliare, che tiene in ostaggio l’impianto sportivo, due di noi furono cacciati dalla giunta Saragosa nel giugno 2006. Peraltro, l’opposizione del Pdl non ci è mai sembrata coerente: se dipendesse da loro, oltre l’Aurelia, magari anche più a ridosso del parco di Montioni, ci sarebbero probabilmente dei grattacieli, condonati grazie a Berlusconi… E non ci convince che il problema consista nell’accatastamento in A3 delle foresterie ai fini fiscali, e pertanto in sé privo di rilevanza urbanistica.
Il nodo vero è sempre stato, ed è, la convenzione fra Comune e Follonica corse cavalli, sotto l’egida di Consorzio Etruria. I 160 alloggi vengono offerti in vendita a chiunque stipuli un contratto di acquisto, diventando automaticamente socio della Club House, proprio perché quella Convenzione è stata concepita per eludere la legge. Per di più, il fatto che meno di cinquanta appartamenti risultino venduti, tarpa le ali al decollo dell’ippodromo: la speculazione è sempre stata il core-business dell’operazione, a danno dell’impianto sportivo. Gli alloggi devono essere invece affittati agli operatori dell’ippodromo (proprietari di cavalli, allenatori…), in quanto foresterie di pertinenza dell’impianto sportivo, e cioè residenze turistico alberghiere, perché come tali furono concessionate dal Comune di Follonica. Non a caso, nelle pieghe della vicenda la magistratura individuò il reato di abuso d’ufficio, provvidenzialmente prescrittosi, con perfetto tempismo berlusconiano.
Adesso, Fcc vuole scaricare la patata bollente, e intanto procede con lo spezzatino della gestione. Nel frattempo, si getta in faccia ai lavoratori e all’Amministrazione comunale di Follonica il vergognoso ricatto occupazionale agitato da Terribile, ora esponente di Legacoop e già dirigente di Consorzio Etruria: che combinazione. Ma, a proposito di diritti dei lavoratori, noi non dimentichiamo la vicenda degli operai in subappalto per Consorzio Etruria, i quali, a fatica e solo grazie all’intervento della Fillea-Cgil, riuscirono a recuperare salari e contributi arretrati di mesi e mesi. A Terribile chiediamo poi che fine ha fatto il piano occupazionale sbandierato a suo tempo, e che cosa avverrà dei posti di lavoro esistenti con lo spezzatino in arrivo.
Il Comune di Follonica deve finalmente rivedere la convenzione in autotutela, anche alla luce di quanto scritto dalla magistratura, e recuperare gli oneri di urbanizzazione, a suo tempo scandalosamente abbuonati dall’amministrazione Bonifazi a Fcc: la legge deve essere uguale per tutti, anche per il Consorzio Etruria. Che cosa ha comportato per i cittadini, che pagano le tasse, quella mancata entrata nelle casse comunali? Il sindaco Baldi ha l’occasione di inoltrarsi lungo la (difficile) strada di autonomia dalle lobbies del mattone, che attraversano il Pd, come coraggiosamente sta facendo per quanto riguarda l’inceneritore. Se lo farà, e con trasparenza, avrà altri problemi con il Pd. Ma potrà di sicuro contare sul sostegno di quanti chiedono agli amministratori correttezza e assenza di conflitti d’interesse, noi compresi.
21 giugno 2010
Fabio Elmini e Paolo Gianardi, ex assessori Prc Comune di Follonica
Roberto Barocci, Forum Ambientalista di Grosseto