Comunicato stampa n° 5 Comitato No Inceneritore

Pubblicato il da Circolo PRC Follonica

Cogliamo l’occasione per ringraziare il Sindaco di Follonica Eleonora
Baldi per la sua lotta appassionata e convinta contro l’inceneritore, in
favore del futuro, dello sviluppo e della salvaguardia della salute di
una Follonica che la giunta provinciale ha uno strano modo di tutelare,
e Le esprimiamo la nostra totale solidarietà di fronte agli attacchi di
veri nemici e di falsi amici .

Il comitato del No prende atto della decisione della Amministrazione
Provinciale che con delibera dell’11 marzo conferma la compatibilità
ambientale per l’inceneritore di Scarlino a bruciare CDR e delle
dichiarazioni del presidente Marras tese a chiarire che la VIA è
concessa con prescrizioni che dovrebbero garantire la popolazione da
rischi per la salute applicando innovative  tecnologie di monitoraggio.

Confermare una pronuncia di compatibilità come quella della delibera
118, rattoppando con prescrizioni quello che doveva essere contenuto nel
SIA, è inaccettabile, è l'ennesimo attacco alla legalità, e di certo non
conseguente all’iter promosso dallo stesso presidente Marras.

Non era questo che il Comitato e la popolazione follonichese si
aspettavano dopo le conclusioni dell’inchiesta pubblica, voluta dal
Presidente, dalla Giunta e dal Consiglio Provinciale tutto.

La commissione d’Inchiesta pubblica, formata da tecnici di altissimo
valore professionale, ha redatto un rapporto che non ammette equivoci e
le cui conclusioni vogliamo ricordare :

“ Il Comitato di Inchiesta Pubblica al termine dei suoi lavori esprime
un parere non favorevole (alla concessione della VIA), la VIA non è da
confermare, ma da ritirare in autotutela “ .

Confermava, cioè, quello che il Comitato sostiene da anni:
quell’impianto non ha alcuna legittimità di operare nel contesto della
piana e le autorizzazioni sono frutto di altrettante irregolarità,
carenze o superficialità.

La Provincia avrebbe dovuto prendere atto di queste conclusioni e,
coerentemente, revocare la VIA, ma ha preferito, invece, seguire
un’altra strada, quella della revisione della revisione, avvalersi di
un'altra consulenza che ha contraddetto il lavoro del Comitato di
inchiesta pubblica e legittimato in extremis un iter amministrativo di
VIA inqualificabile e su cui, grazie al cielo, pendono ricorsi al TAR .

Oggi, a posteriori, ci sorge il dubbio che tutto questo fosse previsto,
che le richieste di risarcimento milionario da parte di Scarlino Energia
ed il ricatto occupazionale, supportato dai sindacati, abbiano sortito
il loro effetto: la Via non poteva essere revocata a prescindere dalle
enormi carenze.

Ma c'è stato un intoppo non previsto: un parere  negativo, perentorio ed
inequivocabile della Commissione d’inchiesta pubblica. Di qui, crediamo,
l’incarico al Rettore dell’Università di Siena, tecnico di indubbio
prestigio, ma in ambiti non attinenti  al tema in oggetto.

Oggi si parla di prescrizioni, di controlli atti a tutelare la salute
dei cittadini…..ma quali? Forse quelli in autocertificazione? O gli
stessi realizzati per l’Agrideco? che certo non pare abbiano impedito un
traffico illecito di rifiuti pericolosi e la morte di un operaio. Non
servono i monitoraggi, quello che la popolazione chiede, e che una
coscienziosa amministrazione pubblica che tutela l’interesse collettivo
dovrebbe garantire, è che venga stabilito (a questo serve la VIA) se la
scelta di collocare un inceneritore, in una zona giá gravemente
inquinata da arsenico e dove insistono altre fonti  di contaminazione, è
conforme alla legge. Lo studio sulla salute della popolazione deve esser
fatto prima: farlo dopo è la beffa oltre ad un drammatico danno .

La vera tutela della salute dei residenti della piana si realizza
applicando la legge, bloccando un impianto privato avulso dal contesto
economico locale e dalla programmazione pubblica, che non ha nessuna
utilità per la chiusura del ciclo dei rifiuti e scarsamente controllato
(come risulta negli atti dell’inchiesta pubblica). Ai cittadini non
interessa sapere a posteriori quanti di essi l’inceneritore potrebbe
aver fatto ammalare, ai cittadini interessa non ammalarsi a causa dei
fumi tossici emessi .

Il Comitato per il No all’inceneritore di Scarlino
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