Presentata in conferenza stampa oggi la proposta di legge regionale in merito a “Misure in materia di salvaguardia occupazionale, delocalizzazione, sostegno al reddito, incentivi alle imprese
Rifondazione Comunista, Comunisti italiani, Socialismo 2000, Lavoro e Solidarietà verso la Federazione : in Toscana contro la crisi .
Presentata la proposta di legge regionale in merito a “Misure in materia di salvaguardia occupazionale, delocalizzazione, sostegno al reddito, incentivi alle imprese, sviluppo dell’autoimprenditorialità cooperativa”. Presenti alla confrenza stampa i segretari e i capigruppo regionali di PRC, PdCI, rappresentanti di “Socialismo 2000” e “Lavoro e Solidarietà”
Misure per favorire il blocco dei licenziamenti, sostegno al reddito dei lavoratori, ammortizzatori sociali per tutti, riconversione e difesa dell’apparato industriale e produttivo della toscana.
Questi gli obbiettivi della proposta di legge regionale presentata dai Gruppi Consiliari Regionali di Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani e elemento centrale scelto per dar voce alla nascente Federazione della Sinistra d’alternativa della Toscana. Una legge – hanno affermato i promotori - sempre più urgente e necessaria in quanto si tratta di obbiettivi concreti per aggredire una crisi economica e sociale sempre più grave: si stima che adesso ai primissimi mesi del 2010 in Toscana si perderanno oltre cinquantamila posti di lavoro ed inoltre finirà gran parte del sostegno dovuto alla mobilità lunga e la totalità – il 31 dicembre prossimo -di quello dovuto alla cassa integrazione straordinaria.
Un quadro a tinte fosche, confermato dall’espandersi della crisi a settori sempre più ampi dell’economia toscana.
Una situazione che ha visto il governo nazionale non mettere in campo nessuna seria politica industriale e praticamente nessun sostegno ai lavoratori, a chi percepisce un salario, uno stipendio, una pensione; prova ne sia l’inconsistente manovra finanziaria in discussione attualmente in Parlamento.
La Regione Toscana ha messo in campo – anche grazie alle nostre sollecitazioni – una serie di misure importanti di sostegno al reddito dei lavoratori e di contrasto alla crisi, ma è – trovandoci di fronte ad una situazione straordinaria - necessario fare di più; sia sul versante della calmierazione dei suoi effetti – in questa direzione va la proposta di legge che presentiamo oggi – sia sulla questione del come intervenire per superare la crisi stessa e del come sarà la Toscana quando a crisi conclusa.
Da questo punto di vista riteniamo necessario un vero e proprio salto di qualità che – con nuovi strumenti e le opportune sinergie – veda un nuovo intervento pubblico di programmazione nell’economia regionale.
La proposta di legge che oggi presentiamo alla stampa – denominata “Misure in materia di salvaguardia occupazionale, delocalizzazione, sostegno al reddito, incentivi alle imprese, sviluppo dell’autoimprenditorialità cooperativa” ha l’obbiettivo di sostenere e difendere il lavoro, coprire le difficoltà delle persone dentro la crisi e fino a quando questa non sarà superata, puntando a garantire la stabilità dei rapporti di lavoro e tutelare l’ occupazione.
Un pacchetto di misure che richiamino le imprese alle proprie responsabilità sociali Per questo indichiamo un obiettivo: licenziamenti zero per i prossimi 48 mesi.
Per sostenere la legge presentata e farla “vivere” nella società e nel mondo del lavoro toscani è stato predisposto un appello – che ha visto come primi firmatari personalità del mondo sindacale e sociale toscano -.
E’ possibile sottoscrivere l’appello e reperire i materiali inerenti alla legge su www.propostadileggetoscanasulavoro.blogspot.com.
Di seguito un breve dettaglio delle principali misure contenute nella proposta di legge in questione:
1) il blocco dei licenziamenti: si tratta di tradurre in legge l’obiettivo sociale, sostenuto da diversi soggetti sindacali, di ottenere il blocco dei licenziamenti per i prossimi quarantotto mesi. In questo modo, intervenendo sulla legge che disciplina la “riduzione del personale”, è sospesa la possibilità per le imprese di ricorrere ai licenziamenti, lasciando in vigore soltanto il possibile ricorso agli strumenti dei Contratti di Solidarietà, alla riduzione dell’orario di lavoro, alla CIG a rotazione, alla CIGS finalizzata alla ripresa produttiva e lavorativa. Si tratta di un intervento importante a fronte di dati estremamente preoccupanti che quantificano in decine di migliaia i posti di lavoro persi o che si perderanno nei prossimi mesi anche in Toscana;
2) il superamento della precarietà: l’obiettivo è di superare la precarizzazione dei rapporti di lavoro connessa con il forte degrado delle tutele del lavoro che si è verificata negli ultimi quindici-vent’anni. Si tratta di riunificare il mondo del lavoro superando la fittizia distinzione tra lavoro subordinato e parasubordinato, semplificando e unificando le tipologie contrattuali, stabilendo che la forma tipica del contratto di lavoro è quello a tempo indeterminato e, quindi, introducendo severi limiti all’utilizzo di contratti a tempo determinato;
3) Il contrasto al fenomeno delle delocalizzazioni produttive: Il fenomeno dello spostamento geografico, totale o parziale, delle attività produttive verso altri Paesi, denominato “delocalizzazione”, provoca licenziamenti in massa di lavoratori e impoverimento produttivo/ industriale dei territori.
Per questo si rende necessaria e urgente una legge che renda il “pubblico” capace di dare risposte tramite interventi concreti: riconsegnare agli enti locali la possibilità di gestire questi processi prevedendo che l’erogazione dei contributi pubblici sia realmente utile allo sviluppo e alla crescita economica, produttiva e sociale del territorio. In sostanza, le imprese che delocalizzano, in base alla proposta di legge, sarebbero tenute a restituire tutti i contributi e sostegni economici ricevuti da Regioni ed Enti Locali negli ultimi dieci anni;
4) l’introduzione i vincoli sulle aree occupate da attività produttive per evitare fenomeni speculativi: Per evitare che le aree che ospitano attività produttive diventino oggetto di speculazioni urbanistiche (con la decisione di cessare le attività produttive per lucrare sulla vendita e sulla trasformazione d’uso di dette aree), si rende necessaria una norma che, giustificata con il carattere dell’eccezionalità, consenta di vincolare a uso esclusivamente produttivo/industriale le aree attualmente occupate da dette attività.
Deve trattarsi di una norma che disponga l’obbligo per i Piani Regolatori dei Comuni di normare in maniera univoca le destinazioni d’uso delle aree attualmente occupate da stabilimenti e impianti industriali.
Tale destinazione non potrà che essere quella industriale / produttiva con il vincolo di destinazione di dette aree al fine di sancirne l’impossibilità di cambio di destinazione d’uso e quindi sottrarle ai meccanismi speculativi per almeno 15 anni in analogia con la legge sugli incendi boschivi;
5) l’estensione a tutti i lavoratori degli ammortizzatori sociali: In Italia manca una normativa organica in materia di ammortizzatori sociali il cui riconoscimento risulta fortemente differenziato ma seconda delle tipologie di impresa e di contratto di lavoro.
Per questo motivo occorre una proposta normativa che ridefinisca in maniera organica e complessiva la materia degli ammortizzatori allargando la platea dei soggetti titolari degli stessi a tutti i lavoratori, quindi, al fine di sostenere il reddito dei lavoratori e delle lavoratrici espulsi dai processi produttivi, indipendentemente dal loro stato giuridico e della natura contrattuale del loro rapporto di lavoro, ogni Regione deve istituire un apposito fondo che consenta che garantire a tutti i lavoratori la medesima copertura in termini di ammortizzatori sociali.
6) Sostegno all’autoimprenditorialità cooperativa: contro il rischio di chiusura degli impianti, chiusura di impresa e fuga dai territori la Regione sostiene, a salvaguardia dei livelli occupazionali e della permanenza delle imprese sul territorio le forme di aggregazione in cooperativa dei lavoratori delle imprese a rischio e le sostiene con adeguati finanziamenti, supporto tecnico e assistenza nella promozione sul mercato.