PREGIUDIZI E RELIGIONE LE DONNE E QUELLA SACRA VIOLENZA

Pubblicato il da Circolo PRC Follonica

Enzo Mazzi
COMUNITÀ L’ISOLOTTO
 
Nella Giornata internazionale per l’eliminazione
della violenza contro le donne
che si è svolta ieri si sono sprecate analisi,
denunce, propositi, programmi. Ma la
violenza è stata declinata per lo più in termini fisici.
Le ferite del corpo sono gravissime ma non sono le
sole. Poche le analisi e le denunce e i progetti per
eliminare la violenza che si annida negli snodi profondi
delle culture, nei modelli consueti di comportamento
quotidiani, delle strutture ideologiche rituali
simboliche delle religioni compresa quella cristiana
e cattolica.
Quasi un tabù è ad esempio la violenza del
"sacro" contro le donne. Talvolta viene allo scoperto
comequando si accusano le donne che abortiscono
di essere assassine e si scomunicano e si torna a
chiedere per loro il carcere. Ma più spesso è sottile,
pervasiva e strisciante. I roghi delle streghe si sono
spenti ma non si è spento il progetto politico che
c’era dietro e cioè l’annullamento della soggettività
femminile come soluzione finale per il dominio moderno
sulla natura e sulle coscienze.
La donna che ha potere sulla vita è in sé una concorrente
pericolosa di ogni sistema di dominio,
non soltanto di quello religioso.
Non solo l’Inquisizione cattolica ha acceso i roghi.
I rappresentanti della nuova scienza medica
contribuirono sistematicamente con la loro consulenza
specifica al controllo del limite di tollerabilità
biologica delle torture delle streghe. Lo fecero per
danaro, ma anche per strategia politica: volevano
mani libere nella loro sperimentazione e puntavano
al monopolio della medicina e al controllo sulla
sua organizzazione, sulla teoria e sulla pratica, sui
profitti e sul prestigio. Il rapporto con la natura di
cui erano portatrici le streghe fu annullato dai roghi
e non è stato più recuperato. La modernità ha così
percorso la sua strada di divaricazione dal naturalismo
femminile fino a giungere all’attuale dominio
aggressivo e violento dell’individuo verso il resto
del mondo, in una guerra di tutti contro tutti regolata
e paradossalmente moderata dal ricatto atomico.
È indispensabile una vera e propria riparazione
storica in tutte le culture e religioni, in tutti gli ambiti
di vita, per i misfatti compiuti contro le coscienze
femminili fin dalla più tenera età, contro la loro dignità,
i loro saperi, le loro anime e i loro corpi, la
loro capacità generativa e creativa, allora e solo allora
sarà possibile una vera pacificazione del mondo.
Sono ancora troppo poche le realtà che come le
comunità di base mirano a scoprire, sradicare e
combattere la violenza contro le donne che si annida
negli snodi profondi della società, della cultura e
della vita e in particolare nelle strutture del sacro.v
 
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