NON DOBBIAMO PAGARE NOI LA CRISI
Venerdì 23 ottobre
SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA
e manifestazione nazionale a Roma (ore 10 da pza Repubbica a pza S.Giovanni)
INDETTO DAI COBAS NEL QUADRO DELLO SCIOPERO DI TUTTE LE CATEGORIE PROMOSSO DA COBAS – CUB – SDL
Il contratto dei lavoratori della scuola scade il 31 dicembre; da gennaio il nuovo contratto, che, per la prima volta, avrà durata triennale e non più biennale nella parte economica a causa di una riforma scelleratamente accettata e condivisa dai sindacati concertativi, eccetto la CGIL. Il nuovo modello contrattuale inoltre, prevede contratti con aumenti pari all’indice IPCA (Indice armonizzato europeo dei prezzi al consumo, al netto dei prodotti energetici importati) che è stato fissato all’ 1.8% per il 2010, al 2.2% per il 2011, all’ 1.9% per il 2012.La legge finanziaria, sebbene già approvata dal Consiglio dei Ministri non è ancora stata tradotta in atto parlamentare, (è la legge in cui vengono stanziate le risorse per il rinnovo dei contratti dei lavoratori pubblici ) prevede, per adesso, uno stanziamento di 3,4 miliardi di Euro per il triennio 2010-2012 per l’intero settore dei Dipendenti Pubblici, ossia 3,3 milioni di lavoratori. La motivazione di questo schiaffo ai lavoratori ed alla loro dignità sarebbe che “mancano le risorse per il rinnovo dei contratti” Il che si tradurrebbe nel taglio dei salari del 70/50% dell’inflazione programmata dal governo! I soldi per i contratti “non ci sono” solo perché il governo non li ha messi nella finanziaria!
Questo Governo ha dato decine di miliardi alle banche perché non fallissero, ha dato, e continua a dare, decine di miliardi l’anno alle imprese sia in forma diretta (ricerca e sviluppo, investimenti, esportazioni….), che in forma indiretta ( rottamazioni, facilitazioni fiscali, incitazione agli acquisti…); è un flusso continuo di denari pubblici verso le imprese e i loro padroni. Il debito pubblico è cresciuto di miliardi che saranno i lavoratori a pagare con le loro tasse.
L’ultimo e più ignobile regalo che il governo sta facendo ai padroni è quell’infamia dello “SCUDO FISCALE”. I beneficiari di questo regalo sono quei padroni e finanzieri che per evadere le tasse (le più basse d’Europa) hanno esportato i loro soldi nei paradisi fiscali. Il governo li invita a far tornare in Italia i loro capitali assicurandogli il pagamento di una tassa del solo 5%, ossia quasi un terzo di quanto avrebbero dovuto pagare, un sesto dell’aliquota fiscale pagata da un docente a fine carriera.
In più lo scudo fiscale funziona come una amnistia tombale per tutti i reati connessi all’esportazione: falso in bilancio, emissione di fatture false, fase dichiarazioni…il tutto coperto dal più impenetrabile segreto e anonimato. Un clamoroso invito a delinquere anche nei prossimi anni…che ci si guadagna e lo stato li difende.
Con questa operazione lo stato prevede di incassare 2 miliardi al posto dei 10 miliardi che avrebbe potuto incassare con una rigorosa lotta all’evasione.
L’unico modo per uscire dignitosamente dalla crisi è quello di puntare su aumenti significativi di pensione e salari, incremento e sviluppo dei servizi pubblici mentre i governi che si succedono da 17 anni perseguono il taglio di scuola, sanità e pensioni, abbassamento di salari e pensioni. Il governo dice “ c’è la crisi e i soldi non ci sono “.
In realtà i soldi ci sono, solo che sono impiegati dal governo per i bonus alle banche, per lo “scudo fiscale” per i finanzieri evasori, per la Fiat con il rinnovo dei contributi diretti e indiretti, per le defiscalizzazioni, per l’aumento dei finanziamenti delle missioni militari…di guerra. Cioè per continuare a dare soldi a tutti quelli che in qualche misura hanno causato la crisi , mentre tutti coloro che dalla crisi sono stati colpiti ( lavoratori, pensionati, studenti, risparmiatori ) vengono ulteriormente impoveriti dalla politica del governo Berlusconi.