Lettera da Eugenio Baronti
Alla segreteria regionale PRC Lucca 1 aprile 2010
Al Comitato politico regionale
alle segreterie delle federazioni
Cari compagni, care compagne,
scrivo questa lettera solo adesso, ad urne chiuse e a risultati ormai acquisiti, per evitare di dare spazio a possibili strumentalizzazioni che avrebbero potuto danneggiare il partito in un momento politico particolarmente delicato, sicuramente il più critico e drammatico della nostra quasi ventennale storia.
Il superamento dello sbarramento da parte della federazione della sinistra in Toscana è sicuramente un dato estremamente positivo in un panorama nazionale però sempre più desolante e politicamente sconfortante. Sarei stato più contento se l'avesse superato anche SEL perché, due consiglieri di sinistra in più e due del PD in meno, avrebbero dato più forza anche alla nostra azione ed iniziativa politica. Ma, come al solito, la realtà difficilmente coincide con i nostri desideri, di questi tempi mai.
Non è per fare l'analisi del voto che scrivo questa lettera , ma per richiedere che il partito, che mi ha affidato appena 30 mesi fa un incarico così importante e di grande responsabilità, dica apertamente e pubblicamente qual'è la valutazione politica sul lavoro svolto dal sottoscritto nella Giunta regionale toscana, perchè credo che questo rappresenti un mio elementare diritto e un vostro preciso dovere.
Trenta mesi, a cui però vanno sottratti perlomeno questi ultimi tre, caratterizzati da un clima di ingiustificabile smobilitazione generale preelettorale che ha quasi bloccato l’intera macchina amministrativa costringendola alla pura e semplice ordinaria amministrazione. Considerato che questa avventura è iniziata il primo di agosto 2007, il tempo rimasto è stato davvero limitato, poco più di due anni di tempo utile, contrassegnati, per di più, da un clima politico interno al PRC incandescente, che ha portato ad un congresso dagli esiti disastrosi, a una dolorosa scissione e a due tremende sconfitte elettorali, sicuramente le peggiori della nostra storia. Il combinato di tutto questo, ha prodotto come effetto indesiderato il quasi azzeramento del nostro peso, della nostra credibilità e della nostra autorevolezza politica.
Io credo che comunque l'elenco delle cose fatte sia sufficientemente lungo e credo che sarebbe utile e doveroso una valutazione e un bilancio di questa esperienza. Qualcosa è stato detto e scritto in generale ma evitando, paradossalmente, sempre di parlare di ciò che è stato realizzato nei settori di cui ho avuto la responsabilità politica , cosa alquanto bizzarra e inspiegabile agli occhi dei nostri elettori. Solo negli ultimi giorni di campagna elettorale uno scarno comunicato stampa dettato da evidenti necessità propagandistiche, ha accennato appena qualcosa.
Nel dicembre 2009 inviai una dettagliata relazione di bilancio su questa esperienza amministrativa, in cui cercai di riepilogare le azioni ed i progetti messi in cantiere, mi sarei aspettato una discussione politica almeno nel comitato politico regionale dove anche la critica più severa ed aspra sarebbe stata meglio dell'indifferenza totale con il quale è stato accolto dal gruppo dirigente del partito. Decidere di partecipare ad un governo regionale, tra l’altro con una scelta sofferta che ha creato notevoli dissensi e conflitti interni, e poi disinteressarsi completamente dei risultati e delle sue ricadute sociali e politiche, mi sembra un comportamento profondamente sbagliato di estrema superficialità politica.
Com'è possibile ignorare completamente azioni ed iniziative che hanno avuto un impatto economico e sociale rilevante? Finalmente oggi la Toscana ha una sua Legge che istituisce la rete regionale del sistema universitario e della ricerca per ottimizzare e qualificare l'offerta formativa, per creare un sistema efficace di trasferimento tecnologico, per costruire esperienze concrete di innovazione e riconversione di pezzi del nostro vecchio sistema produttivo nei diversi territori della regione.
Progetti di ricerca finanziati per circa 39 milioni di euro, che ci parlano della possibilità di costruire un futuro sostenibile tutto da conquistare se sapremo vincere le grandi sfide epocali che l'umanità oggi si trova a dover fronteggiare. Progetti per promuovere un nuovo sistema energetico con nuove tecnologie innovative da fonti rinnovabili, una nuova cultura e sistemi di mobilità delle merci e delle persone, nuovi sistemi di gestione dei rifiuti, di riciclaggio delle materie prime seconde differenziate. Abbiamo aperto la strada di una ambiziosa sfida per costruire una via mediterranea e toscana alla bioedilizia e all'ecoefficenza del sistema edilizio esistente, con il progetto “abitare mediterraneo”; è stato avviato un originale percorso per costituire un distretto tecnologico per i beni culturali per consolidare e dare continuità ai notevoli risultati ottenuti e alle grandi opportunità offerte da una ricerca di eccellenza frutto dei grandi investimenti di risorse finanziarie di questi ultimi anni. Abbiamo promosso una ricerca a trecentosessanta gradi, nella consapevolezza che non può bastare solo una terza rivoluzione tecnologica a salvarci dalla crisi di civiltà, per questo, abbiamo investito grandi risorse in progetti di ricerca nel campo delle scienze umanistiche e sociali per promuovere integrazione, coesione e socialità. L'assegno per 165 giovani ricercatori aumentato, da pochi umilianti spiccioli, a 50 mila euro annui, per riconoscere l’importanza, il peso e il valore al lavoro di ricerca.
Nel campo delle politiche di tutela dei consumatori utenti abbiamo realizzato una vera e propria rivoluzione culturale nell'impostazione e negli indirizzi valorizzando le buone pratiche virtuose dei nostri territori come strategia comunicativa per far breccia nel muro dell’indifferenze e del senso comune dominante, per costruire senso critico, per difenderci da un mercato sempre più oppressivo ed aggressivo. Abbiamo utilizzato la forza dell’esempio delle buone pratiche per sviluppare processi culturali di educazione ad un consumo critico e responsabile per modificare, nella direzione della sostenibilità questo nostro modello di consumi insostenibile. Siamo riusciti ad esportare in Europa questa impostazione con il nostro progetto “i costi sociali e ambientali dei consumi” assunto nella carta europea per il consumo responsabile e consapevole di Barcellona, ecc. Mi fermo qui e vi chiedo, possibile che niente di tutto questo si sia meritato un minimo di attenzione, di interesse e condivisione? Niente. Ne un rigo, ne una parola ne un volantino distribuito in un qualsiasi sperduto quartiere di periferia.
Infine, vorrei ricordare, cifre alla mano , la più imponente azione di rilancio, riqualificazione e incremento dell'edilizia residenziale pubblica; una cifra complessiva enorme, oltre 370 milioni di euro, centinaia e centinaia di cantieri aperti in tutta la Toscana, opportunità di lavoro preziosa in tempi di crisi, 10.294 alloggi che verranno ristrutturati migliorando la qualità della vita delle persone che ci abitano, 3000 nuovi alloggi che saranno gradualmente consegnati nel corso dei prossimi mesi e dei prossimi due anni, il recupero totale di tutti gli alloggi popolari vuoti (630) a livello regionale in stato di degrado entro questo anno. Nemmeno questo si è meritato uno straccio di volantino per informare che tutto questo era il frutto anche del nostro lavoro e della nostra iniziativa.
E' vero, in un momento così difficile della vita del partito io non mi sono speso per questa campagna elettorale, me ne sono stato in disparte, non ce l'ho proprio fatta a digerire tutto questo, molto mi è rimasto sullo stomaco, mi ha svuotato di energia, i miei motori non hanno più avuto carburante a sufficienza per accendersi e rimettersi in moto.
A Tutti voi, gruppo dirigente del PRC, non chiedo altro che il lavoro fatto da me, in nome e per conto di rifondazione, sia valutato in modo chiaro, trasparente e pubblico, attraverso un confronto politico che ho atteso invano per tutti questi mesi. Non chiedo un posto al sole, ma semplicemente che mi si dica in faccia e ad alta voce, che quello che è stato fatto è sbagliato, ininfluente, insufficiente, inadeguato e magari perfino lesivo dell'immagine del partito.
Quello che non accetterò più in silenzio, è il tentativo di oscurare e addirittura cancellare un’intera esperienza. Non è presunzione ne arroganza chiedere, alla fine di un percorso, un giudizio nel merito, non mi interessa il segno, se positivo o negativo, prima di aprire una esperienza nuova, il buon senso chiede di fare un bilancio di quella che si chiude. Infine, io penso che un amministratore lo si deve giudicare per i risultati raggiunti e non certo dal livello di fedeltà a questo o a quel gruppo di un partito lacerato da conflitti e divisioni interne autodistruttive. Quando si arriva ad anteporre i piccoli insignificanti interessi particolari agli interessi generali di una intera comunità probabilmente si è già perso il senso della politica e la sua finalità. Io mi sono stancato di fare il convitato di pietra. Ci sono due sole alternative: dire semplicemente che la nostra partecipazione in Giunta è stata fallimentare a causa dei limiti e della incapacità del sottoscritto, oppure dire altrettanto semplicemente che la mia emarginazione politica è semplicemente dovuta alla insoddisfacente fedeltà politica in quanto fuori linea, non in sintonia con l'attuale gruppo dirigente al quale ho manifestato pubblicamente il mio dissenso nei confronti di una cultura politica che ci ha portato solo pesanti ed umilianti sconfitte.
Eugenio Baronti
ex assessore regionale