Fabrizio....e gli altri

Pubblicato il da Circolo PRC Follonica

Come saprete, 11 colleghi in apprendistato professionalizzante sono stati
licenziati. Non conosciamo ancora i dettagli di tutti questi provvedimenti, ma
via via che le ore passano il quadro si compone: la conferma non è avvenuta
perché Trenitalia ha necessità di affermare la cultura del ricatto verso chi non
si assoggetta a condizioni vessatorie esercitando e pretendendo il rispetto dei
diritti. Ecco che allora si licenzia per troppo infortunio in seguito ad
aggressione (qual è il messaggio? Se ti fai male, anche tanto, stai zitto o falla
poco lunga e torna presto e acciaccato al lavoro), come nel caso di Silvia di
Bologna; ecco che si licenzia per aver preteso il rispetto delle norme di
sicurezza e dell’orario di lavoro, come nel caso di Fabrizio. Così adesso, con
questa guerra preventiva, gli apprendisti che non si piegano rischiano di finire
in mezzo ad una strada dopo 4 anni di onesto lavoro. Ma attenzione, il
messaggio è per tutti: si deve chinare la testa di fronte allo strapotere
aziendale e accettare in silenzio i soprusi e il precipitare dei diritti, della
sicurezza, della dignità!
Quattro anni nei quali Trenitalia ha usufruito delle prestazioni di questi
ragazzi parimenti a quelle del personale a tempo indeterminato, assicurandosi
però notevoli vantaggi da un punto fiscale e stipendiale, licenziandoli poi
senza motivazioni e senza preavviso. Lasciati in mezzo ad una strada come
un oggetto: “ NON ABBIAMO PIU’ BISOGNO DI VOI” si sono sentiti dire...
Dobbiamo far fronte comune perché questi “nostri colleghi” continuino a
rimanere “nostri colleghi”, mobilitandoci e attivando la solidarietà a tutto
campo. Nella lettera che ha scritto ai colleghi, Fabrizio ci invita a non mollare
e a lottare, oltre che per il suo reintegro, anche per i valori e i diritti di tutti
per i quali lui si è battuto con grande sensibilità e consapevolezza e per i quali
al momento ha pagato di persona: “…c'è chi mi dice che sono stato avventato, che
potevo aspettare, che per 4 anni sarei dovuto stare tranquillo, che non è un'epoca di idealismi, che ogni tanto avrei dovuto ingoiare e stare zitto... magari tra vent'anni troverò che avessero ragione, ma adesso sono più che contento di aver agito così. Io mi sento in pace con me stesso e posso camminare a testa alta, so che, se pur in minima parte, ho dato il mio piccolo contributo per cercare di migliorare la nostra situazione e soprattutto so che se non ci avessi provato ora, a 23 anni, più  avanti mi sarei sentito come se m'avessero ammazzato poco alla volta dall'interno senza che io muovessi foglia…”
Lottiamo per Fabrizio e per gli altri apprendisti licenziati.
12 Febbraio 2010 La segreteria Regionale
Or.S.A. Toscana SPV
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