AutoStrada: Perchè la Ragioneria dello Stato ha bocciato il progetto Sat?
Fareste iniziare grossi lavori di ristrutturazione sulla vostra casa,
senza conoscere un costo preventivo e senza sapere chi e come si
pagheranno tali costi?
Questa domanda sembrerebbe superflua, oppure provocatoria. E invece è
doverosa porla per capire cosa sia successo presso la Ragioneria dello
Stato, che giustamente pone riserve sull’attuale Progetto preliminare
dell’autostrada tirrenica e sull’avventurismo di quanti hanno fino ad
oggi sostenuto una scelta affaristica, che neppure nelle repubbliche
delle banane sarebbe concepibile. Si capirebbe invece che non esiste ad
oggi un Piano economico e finanziario sostenibile e approvabile da
quegli organi che debbono tutelare l’interesse pubblico.
Di sicuro gli On.li Sani e Matteoli, che sull’autostrada tirrenica
parlano lo stesso linguaggio, non conoscono i documenti esistenti:
dicono entrambi che l’autostrada la deve fare la Sat; dicono che è a
costo zero per lo Stato, che sarebbe gravissimo se al termine della
concessione con la Sat ci fosse un costo esorbitante a carico dello
Stato. Con queste dichiarazioni entrambi o mentono, oppure non conoscono
quali siano le condizioni poste nel Progetto Preliminare, approvato dal
CIPE e quali siano gli unici studi finanziari di analisi Costi/Benefici,
studi prodotti dai prof. di Economia dei Trasporti, Andrea Boitani e
Marco Ponti del Politecnico e Cattolica di Milano. Forse siedono
entrambi nel Parlamento proprio perché non sanno o fingono di non
conoscere i conteggi che sono stati prodotti e hanno applaudito all’
inizio dei lavori, senza che la Corte dei Conti abbia approvato il Piano
finanziario, ancora inesistente, come invece previsto dalla legge.
E’ scritto a pag.23 della Proposta di approvazione del Progetto
preliminare, presentato dal Ministero delle Infrastrutture il
16.12.2008, poi approvato dal CIPE, che: “I presupposti per consentire
il rimborso del debito (che la Sat farà per sostenere i costi
dell’opera) e quello del capitale di rischio con interessi sono legati
sostanzialmente all’accollo al Concessionario subentrante (lo Stato)
alla scadenza della concessione (2046) dell’investimento non
ammortizzato, comprensivo degli oneri finanziari capitalizzati.”
Dall’unico studio finanziario finora realizzato, come detto sopra, da
docenti di Economia dei Trasporti, emerge che il progetto autostradale,
al tasso di sconto del 4,5%, faceva registrare una perdita netta di 328
milioni di euro, attualizzando le entrate dai pedaggi e i costi al 2004.
Questo quando il costo dell’opera era allora valutato 2,20 miliardi di
euro. Oggi tale costo è lievitato a 3,5 miliardi e quindi le perdite
sono in crescita.
La Ragioneria dello Stato ha pertanto calcolato che una perdita oggi
valutata in molte centinaia di milioni di euro, riportata con gli
interessi al 2046, graverà per 3,7 miliardi di euro sullo Stato,
subentrante alla Sat a fine concessione, come previsto. Di cosa si
meravigliano gli On. Sani e Matteoli? Dell’esistenza della matematica
finanziaria?
I lettori devono invece sapere che gli stessi studi finanziari di
analisi Costi/Benefici documentavano che la soluzione alternativa, il
progetto Anas, che prevedeva la messa in sicurezza dell’Aurelia sulla
sede attuale con 25 metri di larghezza, anziché una perdita, realizzava
par la collettività un vantaggio di 250 milioni di euro.
I lettori devono sapere che i giovani laureandi ingegneri del
Politecnico di Milano studiano oggi l’esempio dell’Autostrada tirrenica,
quale esempio della non applicazione di strumenti di analisi liberisti e
del conseguente sperpero di risorse pubbliche, che avviene in Toscana
oggi e non in una repubblica delle banane degli anni ‘50.
Roberto Barocci
Forum Ambientalista